Il giardiniere di corsa

Ecco vicino appare Portofino, recintato di verde luminoso, con la barriera del monte respinge la violenza dei venti e silenzioso riposa nell’estatica quiete. Nemmeno a Francesco Petrarca era sfuggita l’incantevole bellezza della perla del Tigullio.Nei secoli fu prediletta da Guy de Maupassant e Nietzsche, da Guglielmo Marconi oltre che da sovrani e pontefici. L’incanto del paesaggio non può sfuggire nemmeno a coloro che sperimentano la bellezza dell’andare di corsa da Rapallo a Portofino, per i boschi del promontorio sopra Nozarego, per fare poi ritorno lungo il litorale, passando per la baia di Paraggi e Santa Margherita Ligure. A forza di correre su quei sentieri e quelle strade Nicola, appassionato giardiniere di Rapallo, ha deciso che non poteva esserci scenario migliore per realizzare il suo sogno: una mezza maratona, 21 chilometri sulle coste del Tigullio, in favore di chi dalla vita ha ricevuto miseria e sofferenza. La gara, in programma per il prossimo 3 dicembre, con partenza ed arrivo a Rapallo, è sì inserita nel calendario internazionale dell’atletica leggera, ma per Nicola ha prima di tutto un altro significato: Vorrei che fosse almeno uno spicchio di quella straordinaria esperienza vissuta a Budapest al Volontarifest (cfr. Città Nuova n. 19), una piccola invasione di gente che vive per costruire un mondo unito. Di manifestazioni sportive ce ne sono tante: vorrei che le persone non avessero solo l’opportunità di vivere una bella giornata di sport in una straordinaria cornice naturale, ma tornassero a casa con la gioia nel cuore per avere incontrato gente che si vuole bene. Nicola non è nuovo a queste esperienze: il suo attivo gruppo di amici ha già promosso, dal ’93 in avanti, 12 edizioni della Marcia Arcobaleno, una corsa non competitiva di una dozzina di chilometri, sulle stesse strade, con gli stessi obiettivi: Il ricavato della prima edizione andò alle popolazioni del Sahel. Successivamente decidemmo di destinarlo alla cittadella dei Focolari a Fontem, in Camerun. L’edizione del 2005 ha sostenuto l’ambulatorio ed il dispensario dove lavora Carlo, un medico che ha vissuto diversi anni con noi, e che ora lavora in Costa d’Avorio. L’impegno organizzativo è quest’anno maggiore, ma le priorità sono chiare: il ricavato della mezza maratona andrà in Camerun, mentre alla Costa d’Avorio sarà devoluto quello della contemporanea corsa non competitiva di 6 chilometri, voluta per aprire a chiunque l’opportunità di correre (o semplicemente camminare) per dare qualcosa a chi non ha. Ad incoraggiare Nicola ed i suoi amici non sono solo le prenotazioni già arrivate numerose, ma tanti piccoli positivi episodi vissuti in questi anni. La prima edizione della Marcia Arcobaleno si svolse nella domenica della drammatica alluvione che colpì Genova: il promontorio di Portofino fu l’unica zona della Liguria baciata dal sole. Un anno un pasticcere rimase toccato dalla testimonianza della corsa di cui era venuto a conoscenza in un periodo di profonda crisi personale: invitò Nicola nel suo laboratorio per confidarsi con lui. Il dialogo andò così per le lunghe che… dovette buttare, senza risentirsene affatto, l’impasto per i savoiardi. Diversi rappresentanti delle istituzioni locali hanno apprezzato la manifestazione, tanto da sostenerne il salto di qualità, ma i primi soddisfatti sono sempre stati i partecipanti: Di solito – sottolinea Nicola che di gare ne ha corse molte, comprese due maratone – al termine tutti si dileguano per i fatti propri: alla Marcia Arcobaleno la premiazione diventa una festa per tutti quando si illustrano gli obiettivi della corsa. Per Nicola la Marcia ha poi un sapore tutto particolare: è lì che ha conosciuto Antonella, quella ragazza che lo aveva colpito un giorno mentre curava i fiori di un giardino, il suo lavoro: Era seduta sul motorino ed i nostri sguardi si incrociarono: non potete immaginare la mia sorpresa quando la vidi nel gruppetto che lavorava per la corsa!. Oggi Antonella è sua moglie, la madre di Marta e Gloria, le loro due splendide bambine. Vivono in una casa a custodia di un parco di 12 mila metri quadri che Nicola cura come giardiniere: Coltivare i fiori è la mia vita, una passione che ho ereditato dalla mia nonna, che mi portava nei boschi e mi insegnava a riconoscere le piante. Da piccolo non avevo un giardino e così… coltivavo bonsai sul terrazzo di casa. Poi mi sono specializzato ed oggi è il mio lavoro. Dalle finestre di casa lo sguardo si perde sul Golfo del Tigullio: Il mare mi piace tantissimo – ammette Nicola -: mi piace il rumore del mare, il suo odore, la brezza della costa. Amo correre in riva al mare, così come mi piace andare a pescare, magari senza prendere nulla, solo per stare lì, in silenzio sugli scogli. Purtroppo il tempo per correre e per pescare è sempre meno: l’organizzazione della mezza maratona incombe. Tanto più ora che gli è arrivata la notizia che Carlo, il medico che sta in Costa d’Avorio, forse parteciperà alla corsa: la festa sarà completa.

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