Il futuro del libro

Si legge meno o meglio? Servono editori coraggiosi, librai appassionati e lettori esigenti.
Una ragazza che sfoglia un libro

Tutti scrivono libri e i lettori incalliti sono una razza in estinzione. L’umanità pubblica un nuovo titolo ogni mezzo minuto, centoventi all’ora, duemilaottocento al giorno, ottantaseimila al mese… prendete fiato!
Cresce il numero dei libri, cresce il numero delle persone che scrivono, ma – almeno in Italia – diminuiscono le persone che leggono. E si vendono meno libri: questa è una certezza. Il quarto trimestre 2011 ha registrato un milione e 700 mila acquirenti e un milione e 200 mila lettori in meno rispetto allo stesso periodo del 2010 (Centro per il libro e la lettura, 2012).
È difficile sapere se questi dati raffigurano realisticamente una società che non legge più. Infatti, le possibilità di lettura si sono moltiplicate: ci si alza al mattino e si leggono i quotidiani online, si posso scaricare ebook da Internet ed evitare di comprare libri di carta, è cresciuto il numero di persone che si rivolgono a biblioteche pubbliche.
 
La questione però forse è un’altra. Molti si domandano se si legga meno (domanda opportuna), ma pochi si domandano se si legga meglio (domanda necessaria). Leggere meglio significa leggere libri di qualità, che suscitano crescita culturale e morale. Oggi abbiamo più libri, ma spesso di qualità inferiore, imposta da un cartello di editori che hanno capito che il libro è un oggetto di consumo come un altro. Alcuni ingredienti ne garantiscono il successo: meglio abbondare con scene di sesso, avventura, mistero, e condire il tutto con un pizzico di religione e politica. Benissimo le biografie delle stelline della tv, di politici ignoti e di miracolati.
Quando entriamo in una libreria, quindi, qualcuno – abili manager più che colti intellettuali o sapienti pedagoghi – ha già deciso per noi cosa dobbiamo leggere. Una parte di questo mercato, in un’inversione paradossale dei ruoli, è sostenuta da autori che pagano gli editori per farsi pubblicare il proprio libro.
E allora? Non possiamo tornare indietro. Il libro oggi sta sul mercato come ogni altro oggetto, ma se a questa dimensione l’editoria non saprà accompagnare un ruolo culturale e di indirizzo, perirà seppellita dalle montagne di libri che produce. I libri hanno bisogno di editori coraggiosi, librai appassionati e lettori sempre più esigenti.

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