Il discorso di Kennedy

Pubblichiamo parte del commento con cui Igino Giordani sottolineò l’importanza e la novità del discorso con cui Kennedy, primo presidente cattolico degli Stati Uniti, inaugurò il proprio mandato.
Kennedy
Kennedy ha iniziato il suo ciclo politico partendo da Dio: difatti si propone di salvare la libertà. I laicisti iniziano la loro politica dalla estromissione di Dio: difatti arrivano all’abolizione della libertà. «I diritti dell’uomo non provengono dalla generosità dello Stato, ma sono elargiti direttamente da Dio». Questa è la convinzione di Kennedy; e coglie la differenza fra democrazia e regimi tirannici, dove i diritti dei cittadini appaiono una concessione dello Stato.

 

È la differenza che divide il mondo. Si elimina Dio per abolire quella sua stirpe che è l’uomo. E l’uomo non è più tale se non è libero. Questa è la concezione cattolica. L’affermò, del pari, iniziando la sua carriera di capo del governo, Alcide De Gasperi, a Roma, nel 1944: «Cristo: lui è il liberatore; la libertà bene interpretata proviene dall’essenza del cattolicesimo di fronte alla struttura neopagana dello Stato». E precisò: «Il regime totalitario è la morte della libertà e della persona umana».

 

Da questa fede Kennedy ha tratto un messaggio di solidarietà coi popoli anche in via di sviluppo, di pace e di razionalità: un messaggio che resterà storico, mentre è valido per tutti e segna una giovinezza nuova per gli Stati Uniti: «La nuova frontiera». Tale fede vale per ogni cittadino, e primariamente per il cittadino cristiano. Essa vale a instaurare una convivenza nella pace e ad accrescere la vita, quando la politica contraria non fa che allestire apparecchiature di morte.

Nella parola di Kennedy l’ispirazione eterna si adatta al tempo per rispondere alle istanze della attuale convivenza. Così la spiritualità cristiana, germinando dall’amore, raccoglie i cittadini in unità perché, fatti uno, portino Cristo nel loro ambiente, nel loro tempo.

 

Mirando alla pace, volendo la vita, Kennedy ha invitato le parti in conflitto a far proprio il messaggio di Isaia: libertà a gli oppressi, oppressi dalla miseria e dalla schiavitù; e ha invocato la benedizione e l’aiuto del cielo, consapevole del dovere che hanno gli uomini tutti di compiere sulla terra l’opera di Dio.

Così la politica torna al suo disegno divino, e l’umanità al rango di collaboratrice di Dio.

 

Igino Giordani

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