Il “diritto all’oblio”

Chi l’avrebbe detto che un giorno ci saremmo battuti per difendere il “diritto all’oblio”?! Ma di che si tratta?
Viviane Reding
Tra qualche anno probabilmente sarà inserito nella lista dei diritti dell’uomo ma oggi certamente rappresenta una novità, figlia dell’era cybernetica che stiamo vivendo. Chi l’avrebbe detto che un giorno ci saremmo battuti per difendere il “diritto all’oblio”?! Ma di che si tratta? Ne abbiamo già parlato, ma ora bisogna tornare sull’argomento. I romantici saranno delusi: nulla di poetico, infatti, solo il diritto a scomparire, in via definitiva, da tutte le piattaforme informatiche che abbiamo attraversato, siti web, social network, e-mail e chat-line, facendo cessare il trattamento dei nostri dati. Già, perché a dispetto delle nostre intenzioni, ad oggi, la gran parte dei dati personali che immettiamo in Internet, siccome veicolati da una piattaforma all’altra, captati da “spie” per fini commerciali o rilanciati dagli amici che parlano di noi, pubblicano le nostre foto, i video, informazioni sulle nostre abitudini e gli interessi, resta imbrigliata nelle maglie della Rete e non c’è modo di recuperarla.

Lo stesso Facebook “cattura” i profili: possiamo disattivarli ma non cancellarli e i nostri dati restano nascosti ma a disposizione di chi, con strumenti adeguati, a nostra insaputa, può utilizzarli per fini a noi sconosciuti.

Preso atto di questi rischi come dell’evoluzione repentina delle tecnologie informatiche, l’Unione europea ha deciso di aggiornare l’attuale quadro giuridico in materia di web-privacy, datato 1995, non più adeguato al contesto sociale e tecnologico degli ultimi anni: la proposta della commissaria Ue, Viviane Reding, da presentare nel 2011, intende rafforzare i diritti delle persone limitando l’uso dei dati personali allo stretto necessario e previo consenso. «È essenziale – si legge nel testo – che gli interessati ricevano informazioni corrette, chiare e trasparenti dai responsabili del trattamento in merito alle modalità di raccolta e di trattamento dei dati che li riguardano, a chi li raccoglie e li tratta, per quali motivi e per quanto tempo, nonché al diritto di accesso ai dati, di rettifica e cancellazione».

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