Il dialogo messo in questione?

Il mondo cristiano, da decenni, è attraversato da un’irresistibile e irreversibile spinta ecumenica. Il panorama sta però cambiando in modo rapido, quasi travolgente.
Brasilia (qui la cattedrale) è centro di sviluppo di centinaia di Chiese evangelicali.
Il mondo cristiano, da decenni, è attraversato da un’irresistibile e irreversibile spinta ecumenica. Le Chiese e comunità ecclesiali hanno preso a conoscersi e a riconoscersi con reciproca simpatia, nella volontà di percorrere insieme il cammino verso la piena unità, invertendo così un ordine di marcia perseguito per secoli.

Il panorama sta però cambiando in modo rapido, quasi travolgente. Soprattutto nel Sud del mondo, crescono a ritmo esponenziale i nuovi movimenti evangelicali e pentecostali: un risveglio religioso di matrice il più delle volte cristiana solo in senso lato, dai contorni incerti e talvolta persino ambigui.

 

D’altra parte, se si guarda invece al Nord del mondo, assistiamo a una frammentazione, che sembra addirittura inarrestabile, delle esperienze ecclesiali nate storicamente o ampiamente influenzate dalla riforma protestante. Da esse continuano a staccarsi gruppi anche consistenti di fedeli critici rispetto agli sviluppi, soprattutto a livello etico, che si registrano nelle posizioni ufficiali. Né mancano richieste di contatto e addirittura d’integrazione rivolte alla Chiesa cattolica per arginare tali fenomeni: si pensi a quanto sta accadendo, anche se su piccola scala, nel mondo anglicano.

Dunque, le cose si complicano? Senz’altro il quadro ecumenico è in movimento e si preannunciano novità rilevanti. E siamo perciò interpellati, come discepoli di Gesù, a leggere con attenzione rinnovata i “segni dei tempi” in ascolto del soffio dello Spirito. Ciò che dobbiamo chiederci è: forse che Dio vuol dirci qualcosa attraverso le nuove situazioni che si stanno profilando all’orizzonte?

 

Per rispondere con pertinenza, in verità, occorre un robusto supplemento d’impegno. S’impone infatti un discernimento comunitario che ci aiuti a comprendere in profondità quanto sta accadendo, evitando conclusioni e provvedimenti affrettati. Discernimento: capacità, cioè, d’interpretare alla luce della parola di Dio la trama spesso intricata degli eventi storici. Comunitario: coinvolgente, cioè, le diverse Chiese e comunità ecclesiali che, se da tempo dialogano tra loro in vista dell’unità, possono ora, anzi debbono poter leggere insieme gli avvenimenti in cui sono coinvolte, benché a titoli diversi, per individuare strategie condivise e costruttive.

 

Quel che ci è chiesto, in una parola, è un deciso e aperto esame di coscienza che ci veda tutti protagonisti e ci metta in ascolto delle istanze che, anche sorprendendoci, c’interpellano dal farsi della storia.

Nella fedeltà più rigorosa e sincera all’insegnamento dell’unico Maestro e Signore e nella fede rinnovata che Egli «in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare» (Ef 3,20).

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