Entrambe le situazioni hanno, in qualche modo, riaperto ferite, suscitato nuovi dubbi, confermando che la strada del dialogo fra ebrei e cristiani non è mai facile. Resta tortuosa, a dossi, con fondo sconnesso e, qualche volta, con vicoli ciechi dai quali sembra difficile uscire.
Mi pare che ciascuno di noi, ebreo o cristiano che sia, sa bene che i rapporti più difficili sono quelli che si vivono o che sono nati sotto lo stesso tetto, con coloro che hanno lo stesso sangue. C’è la familiarità, ma anche spesso la difficoltà di tornare sui nostri passi, di chiedere scusa, di perdonare. Non è mai facile farlo: nè con chi lavora con noi, nè con un vicino di casa, nè con un vecchio amico… ma, dopo tutto, con qualche sforzo e con la buona volontà, si arriva a ricomporre rapporti compromessi. Con genitori e, soprattutto, fratelli e sorelle quando qualcosa si incrina tutto diventa in salita e le pendenze sono estreme.
Quando penso al nostro rapporto di cristiani con gli ebrei, mi viene spesso in mente l’immagine della difficoltà dei rapporti fra familiari stretti. Siamo davvero fratelli e si capisce perchè la minima cosa tocca nervi scoperti e tutto diventa terribilmente doloroso.
Mai come quest’anno ho camminato insieme a tanti fratelli e sorelle ebrei. Ho camminato con loro a Gerusalemme, ad Auschwitz, in quella che un tempo era la zona ebraica di Cracovia.
Se alla fine del 2009 mi sento in qualche modo più ricco di quanto fossi un anno fa, lo devo proprio a questi momenti e, soprattutto, a questi fratelli e sorelle.
Ricordo un giovane rabbino americano che salutandomi, al termine di un programma, mi confidava di aver scoperto il segreto per un dialogo fruttuoso, l’umiltà, diceva. Ma aggiungeva: «Quando da tremila anni sai di essere il popolo eletto O da due mila anni pensi di avere l’unica verità, è difficile parlare di umiltà».
Penso che il giovane rabbino abbia sintetizzato perfettamente i nostri atteggiamenti, un invito all’umiltà per tutti, in questo momento. La ragione sta con coloro che con umiltà hanno il coraggio di continuare sulla strada tutta buche verso lo scoprirsi definitivamente veri fratelli.
