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In profondità > Spiritualità

Il corpo di Cristo

di Costanzo Donegana

- Fonte: Città Nuova


L’Eucaristia è mistero. Della fede, che ci fa scoprire in essa la presenza di Cristo. Dell’amore, che ci porta ad amare il prossimo, il povero

Eucarestia

          Quando durante la comunione cade in terra un’ostia, ci si affretta a raccoglierla con un misto di devozione e di sconcerto. È il Corpo di Cristo!

          Quando durante la messa entra in chiesa un povero sporco e maleodorante, ci si fa da parte, sperando che non ci si sieda accanto. È il Corpo di Cristo!

          “Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d’oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l’affamato, e solo in seguito orna l’altare con quello che rimane” (noi facciamo il contrario: prima orniamo l’altare e poi diamo al povero quello che rimane: n.d.r.).  Chi parla è San Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli nel secolo IV, che, fra l’altro, diceva che per farsi capire da tutti si rivolgeva all’ultimo dell’uditorio.

          Perché Gesù ha voluto restare presente fra noi nell’Eucaristia?

“Fate questo in mia memoria”. “Questo” non vuol dire limitarsi a  ripetere il rito,   ma  rivivere il  dono della sua vita  per noi. L’Eucaristia non è fine a se stessa, ma è in funzione dell’amore del prossimo (soprattutto del povero) e dell’unità della Chiesa.    L’Eucaristia è mistero. Della fede, che ci fa scoprire in essa la presenza di Cristo. Fin qui ci arriviamo. Dell’amore, che ci porta ad amare il prossimo, il povero. E qui inciampiamo.

          La fede che aguzza il nostro sguardo a vedere la presenza reale del Corpo di Cristo nell’ostia, deve prolungarsi a scoprirLo realmente presente nel Corpo del povero. Se no, la fede è cieca e l’amore inconsistente.

Quando Gesù ha annunciato che si donava in cibo e bevanda, (quasi) tutti si sono scandalizzati e (quasi) tutti l’hanno abbandonato. Se tanti cristiani oggi capissero veramente che si raggiunge il Corpo di Cristo eucaristico solo passando per il Corpo del povero, forse anch’essi smetterebbero di seguirLo (se fossero onesti).

Sbaglio se dico che la Chiesa non è sempre “attraente”, perché non è realmente eucaristica?

          Nella festa del Corpo e Sangue di Cristo si fa la processione. Mi è venuta l’idea balzana di proporre una variante. Perché il percorso, portando il Corpo di Cristo, invece di tornare in chiesa alla fine, non si conclude con la dispersione di tutti alla ricerca del Corpo dei poveri?

          Scommetto che San Giovanni Crisostomo lo farebbe.

 

Da: Costanzo Donegana, Un Dio contromano, CNx, pag.46

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