Il condizionatore

Non era nostalgia per un tempo passato. Riflessioni sulla sdraio.
Gente

Estate alle isole Eolie, caldo soffocante. Alla ricerca di un po’ di fresco sulla sdraio, vengo assalito da un improvviso senso di solitudine. Come mai? Tutto intorno ci sono segni di vita, le finestre dei palazzi vicini sono illuminate, ma tutte serrate; e i balconi sono vuoti. Ogni inquilino si è asserragliato in casa per sfuggire l’afa con il condizionatore, un apparecchio senz’altro utile in tanti ambienti, dalla casa all’ufficio; per gli anziani poi è un toccasana…

E il pensiero ritorna al tempo in cui ero ragazzino e a giugno, finite le scuole, non c’era sera che non scendessi a giocare sul marciapiede davanti casa con il mio amichetto dell’appartamento di sotto. Nostalgia di un tempo ormai passato, della spensierata gioventù? No, il sentimento che m’ha invaso è dovuto ad altre considerazioni.

 

L’estate, un tempo, favoriva tante occasioni per incontrare gli altri, coetanei e anche no: finalmente le porte di casa erano aperte e si poteva entrare e uscire a piacimento. Nel piccolo condominio dove abitavo ci si sedeva sul pianerottolo, si chiacchierava con il nonno dei vicini, il signor Filippo, o si stava lì semplicemente condividendo la stessa aria, sia fresca che afosa.

Era uno stare insieme senza pretese, nel rispetto l’uno dell’altro, ma costruendo rapporti fraterni: se qualcuno aveva bisogno di un piccolo aiuto, nessuno si tirava indietro. Quante volte andavo a comprare le cartine per le sigarette del signor Filippo che non poteva camminare!

Ecco cosa mi mancava in quel momento di relax sulla sdraio: la possibilità di fraternizzare con le persone accanto. Eravamo ognuno un’isola, senza neanche l’aggettivo col quale le Eolie sono conosciute: le sette sorelle! E tutto perché adesso c’è il condizionatore, nome senz’altro azzeccato perché spesso ci “condiziona” nelle nostre opportunità.

 

L’indomani, di nuovo in spiaggia, stavo cercando di piantare l’ombrellone, quando mi sento toccare una spalla. Mi giro ed ecco, dopo un anno, una persona conosciuta al mare. Viene spontaneo ad entrambi abbracciarsi come due vecchi amici; la gioia rimpiazza quel residuo di amaro lasciato nell’anima dalle riflessioni della sera precedente. Posso continuare il rapporto costruito in questi anni in occasione delle vacanze, parlando del più e del meno, della propria famiglia, delle aspettative per i figli, insomma un rapporto semplice e senza pretese, ma vero! Eh già, penso con sollievo: in spiaggia non c’è il condizionatore!

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