Il cielo è aperto: ricordo di Chiara

Una consacrata tedesca della Chiesa evangelico-luterana testimonia l'impegno di Chiara Lubich per la comunione dei movimenti e comunità di varie Chiese, in particolare nella preparazione delle prime due giornate di "Insieme per l'Europa".
Anna Maria aus der Wiesche
Ho incontrato Chiara Lubich la prima volta nel 2000 in Germania al Congresso dei responsabili della nostra Comunità. Chiara fu invitata come relatrice, insieme al Vescovo Wilkens e a Keith Warrington.
 

Il coraggio di Chiara

 

Chiara fu accompagnata premurosamente da un gruppo di focolarini. La sua figura minuta mi diede un’impressione di fragilità e allo stesso tempo di forza nel suo annuncio che mi fece entrare in una dimensione sacra e spirituale.

 

Ammirai il suo grande coraggio interiore di seguire l’opera dello Spirito Santo. Chiara sentì in mezzo a noi una comunione così intensa che la incoraggiò ad estendere l’incarico, ricevuto da Giovanni Paolo II della comunione tra i Movimenti, anche alle nostre comunità evangeliche e alle chiese libere.

 

Chiara, riconoscendo che il nostro incontro era voluto da Dio e che bisognava continuare il cammino insieme, disse queste indimenticabili parole: “La partitura verrà scritta in cielo”. Senza nascondere il legame con la sua Chiesa Cattolica, Chiara ci diede il carisma dell’unità come un dono anche per le comunità di altre confessioni.

 

Chiara era spinta interiormente, per lo Spirito Santo in mezzo a noi, a realizzare coraggiosamente dei passi concreti. Così ci incontrammo nel 2001 a Monaco in 600 responsabili di varie comunità di cattolici, di evangelici e di chiese libere.

 

Le sue parole diedero il coraggio a Helmut Nicklas di invitare i presenti a fare il patto di amore reciproco che poi concretamente facemmo nella Chiesa di San Matteo a Monaco con Chiara e i focolarini. Ciò che Chiara viveva nella sua comunità, lo aveva offerto anche a noi.

 

Quando durante quella giornata ci incontrammo nel piccolo gruppo direttivo, per Chiara fu evidente che, sul piano europeo, noi saremmo dovuti andare avanti. Lei guardava lontano, avanti, e non ci ha mai dato il tempo di voltarci indietro. Così prendemmo la decisione di realizzare “Insieme per l’Europa 2004” e cominciammo subito la preparazione.

 

A Berlino in un incontro preparatorio sperimentai le doti pedagogiche e organizzative di Chiara. Lei desiderò che nella lingua e nella cultura fossimo molto vicini alle persone di oggi. E in questo senso si mosse sempre dal-l’astratto al concreto. La sua forza era la capacità di tradurre le idee in prassi. Ci chiedeva un agire e un pensare finalizzato. Il giorno stesso della grande manifestazione del 2004 ci disse: “Ci deve essere uno Stoccarda II”.

 

Ha donato tutto

 

Nel cammino dal congresso di Stoccarda I a quello di Stoccarda II, Chiara non fu personalmente presente, ma ci accompagnò con il cuore. Informata di tutto, ci diede la sua visione e le sue idee. La sua debolezza fisica e la sua sofferenza ci donarono una grande profondità. Anche questo ha condiviso con noi, ricordandoci continuamente che l’amore abbraccia anche la sofferenza e l’abbandono.

 

Mi commuove ancora oggi il ricordo di quando Chiara ci rese volentieri partecipi della sua esperienza di Dio, invitandoci ad ascoltare una sua conversazione, svolta durante un simposio cristiano-buddista. Chiara raccontava ai presenti le sue prime esperienze di Dio, come luce che tutto abbraccia. Mentre noi ascoltavamo le sue parole di luce, Chiara stava affrontando un momento di grande buio interiore. Nella sua debolezza ci regalava il segreto della sua anima.

 

Tutti noi del gruppo dirigente di “Insieme per l’Europa” visitammo brevemente Chiara poco prima della sua morte. Lei accolse veramente ciascuno, ascoltò i nostri racconti e ci benedisse con il segno della croce. Noi sapevamo che era il commiato.

 

Chiara ci ha donato il suo carisma dell’unità. Lei stessa è diventata dono di Dio che lui ha posto in mezzo a noi. Attraverso di lei, Dio ha reso concreto il nostro desiderio di dare compimento alla preghiera di Gesù “che tutti siano uno” (cf. Gv 17, 21).

 

Nell’aprile 2008, un mese dopo la morte di Chiara, i focolarini hanno festeggiato i 50 anni di giubileo della presenza del Movimento dei Focolari a Berlino. Io sono stata invitata e ho ascoltato attentamente i diversi contributi.

 

Mentre ascoltavo uno dei discorsi, nel mio cuore ho visto che la fondatrice della mia Comunità, Hanna Hümmer e Chiara, ci accompagneranno insieme con grande gioia in tutto quello che accadrà in futuro. Il cielo è aperto.

 

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