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Cultura > Arte e Spettacolo

Il cavaliere oscuro

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

In uscita il 29 agosto ma già oggi in alcune sale, la megaproduzione Usa del sequel di Batman è una lotta all'ultimo sangue, con effetti speciali perfetti ma con trama esile e poche sorprese

Batman

Esce il 29 ma oggi in alcune grandi città, come Roma, già è ora di anteprima per il filmone (2 ore e 40’!) di Cristopher Nolan. Ossia l’ultima puntata della saga di Batman. Il quale, reduce da un incidente che lo ha visto chiudersi in casa per anni, deve ritornare alla luce per salvare Gothan, cioè il mondo, da un avversario tanto forte fisicamente quanto ideologicamente, un autentico spirito terrorista. Di qui la lotta all’ultimo sangue, in un parossismo di violenza ingrandito dagli effetti speciali, dalle riprese mozzafiato, dalla fotografia cupa. Tecnicamente, come sempre nelle produzioni Usa, siamo nella perfezione strabiliante.
 
Ma il racconto de Il cavaliere oscuro. Il ritorno, non presenta un universo felice: c’è il dolore nei protagonisti,sia nel buono che nel cattivo, che si risolve in voglia di vendetta. E c’è il mondo di oggi, gli speculatori finanziari, le mafie nascoste ed i buoni, che solo alla fine, quando Batman deciderà di ritrovare la sua vita, prenderanno il loro giusto posto. Ma non sveliamo troppo, per non perdere la sorpresa, anche se il film, zeppo di personaggi secondari che ingombrano una trama in fondo assai esile,  risulta a tratti stancante e ripetitivo e le sorprese – quando ci sono – lo sono fino ad un certo punto.
 
Forse il difetto di questa megaproduzione miliardaria sta nel fatto di voler dire tutto e troppo, di caricare il racconto di episodi collegati al principale, non sempre efficacemente, associata poi all’uso massiccio di una aggressività esibita che non lo rende un prodotto adatto ai minori, facilmente influenzabili, com’è già accaduto negli Usa.
Eppure, gli spunti interessanti non mancano, soprattutto nei risvolti psicologici del rapporto tra Batman con il suo leale maggiordomo Alfred (un grande Michael Caine).A proposito, Batman è per l’ultima volta Christian Bale, più umano del solito e perciò più credibile e Anne Hathaway è Seline, cioè Catwoman. Nonostante l’oscurità della trama e della narrazione, alla fine si apre uno spiraglio di luce. E Batman, ritornato Bruce Wayne, può godere un po’ di felicità. Ma ci sono volute quasi tre ore per il nostro eroe…

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