“Il canto della libertà”, un film sui bambini vittime della tratta

Lascia senza parole il film di Alejandro Monteverde “Sound of freedom – Il canto della libertà”, prodotto da Eduardo Verástegui e Mel Gibson, distribuito dalla media company Angel Studios, in arrivo alle sale italiane il 19 febbraio.
Rocío Aguilar, interpretata da Cristal Aparicio, durante una scena del film "Sound of freedom - Il canto della libertà". Foto: Ufficio stampa Il canto della libertà © 2010 Dominus Production Group srl

La storia inizia con una strana, sospetta proposta di una carriera di successo nel mondo della moda fatta ad un padre di famiglia onduregno, Roberto Aguilar, che con poche risorse deve crescere da solo i suoi due figli, Rocío e Miguel. Lui ci pensa e alla fine accetta, spinto dalla necessità economica e forse anche dall’entusiasmo che vede nel giovane volto di sua figlia. Sarà l’inizio di una tragedia, un dramma che causerà ferite costanti e irreparabili nei bambini.

Il film racconta la storia reale di Timothy Ballard, un agente del Dipartimento di Sicurezza nazionale degli Stati Uniti impegnato nel contrasto della pornografia infantile attraverso la persecuzione e detenzione dei pedofili. 12 anni di lavoro e 288 pedofili arrestati, ma nessun bambino ritrovato e tirato fuori dalla rete della prostituzione. Così, Tim, incarnato da Jim Caviezel – già protagonista del film La passione di Cristo di Mel Gibson – rinuncia al suo lavoro per il governo degli Usa e si addentra in prima persona nella ricerca dei piccoli, mettendo in pericolo la propria vita.

Ballard riuscirà a rintracciare il più piccolo dei figli di Roberto facendo finta di essere anche lui un pedofilo per guadagnarsi la fiducia di uno di loro. Nel dialogo con Miguel verrà a scoprire che anche sua sorella è vittima di questa tratta di esseri umani e arriverà fino alla foresta amazzonica colombiana per salvarla, una mossa troppo rischiosa che lo lascerà senza l’aiuto delle istituzioni, che non possono intervenire in un’area controllata da un gruppo di ribelli.

Traspare una profonda tenerezza da parte del protagonista verso questi bambini, nei quali riesce a vedere i propri figli. Spicca anche la forte commozione di Tim, che non molla nella sua missione di liberare i bambini dalle mani dei trafficanti di esseri umani per lo sfruttamento sessuale. Emerge una dedizione al suo lavoro vissuto come un servizio, un modo di amare attraverso quello che sa e che è chiamato a fare. Perché, come lui stesso affermerà durante il film, «quando Dio ti dice cosa fare non devi esitare».

Un racconto raccapricciante e doloroso quello de Il canto della libertà, che pone l’attenzione su una piaga della nostra società spesso ignorata. Il film prodotto da Eduardo Verástegui, che appare nella pellicola come Paulo Delgado, un cittadino ricco che accetta di intervenire nella vicenda, fa intuire scene estremamente dolorose che, sebbene lo spettatore non veda esplicitamente sullo schermo, fanno male soltanto ad immaginarle.

Nella vita reale, dopo essersi dimesso, Ballard ha fondato Operation Underground Railroad, un’organizzazione no-profit impegnata nello smantellamento delle reti della tratta, grazie alla quale 123 vittime del turismo sessuale sono state salvate.

Prodotto con un budget di 14,5 milioni di dollari e una campagna pubblicitaria sviluppata principalmente attraverso i social, Sound of freedom è riuscito ad incassare oltre 250 milioni di dollari. Il film è uscito negli Stati Uniti il 4 luglio, giorno dell’Indipendenza americana, per «celebrare la libertà dei bambini», in concomitanza con altri come Spider Man o Missione Impossibile. Pur essendo presente soltanto in 2.500 sale cinematografiche, è stata la pellicola con maggiori incassi nel giorno dell’uscita negli Usa, con oltre un milione di spettatori, superando la produzione di Disney Indiana Jones 5.

Il film non è stato privo di controversie, sia per la tematica trattata, sia per le difficoltà nella distribuzione di una storia che era già pronta per la sua produzione nel 2015. Nel 2018 la casa di produzione cinematografica 20th Century Fox aveva acquistato i diritti del film, ma quando nel 2019 Disney ha comprato Fox il contratto è rimasto in sospeso. Dopo un anno di trattative il contratto si è rotto e Verástegui ha recuperato i diritti del film.

Locandina del film “Sound of freedom – Il canto della libertà”. Foto: Ufficio stampa Il canto della libertà © 2010 Dominus Production Group srl

In seguito, Sound of freedom è stato diffuso nelle sale grazie alla nuova casa di distribuzione cinematografica indipendente Angel Studios, conosciuta per la sua serie di fama internazionale The Chosen che racconta la vita di Gesù e gli appostoli. In Italia arriva grazie alla Dominus Production, la casa di distribuzione fondata da Federica Picchi Roncali che promuove opere cinematografiche basate su storie vere dai temi socialmente rilevanti.

Conoscendo le complicazioni e gli ostacoli riscontrati per l’uscita del film, lascia perplessi che nessuna delle grandi case produttrici a cui è stato presentato il progetto, tra cui Netflix e Amazon, se la sia sentita di raccontare questo fenomeno. Va da sé che dietro allo sporco mercato della pedofilia girano tanti soldi e tanti interessi, così come tanti uomini e donne di potere, come emerso nel film. Motivo, forse, per cui non se ne è parlato fino ad ora.

Non resta che aspettare il 19 febbraio per immergersi in questa storia e prendere consapevolezza di ciò che accade nel nostro mondo mentre noi lo ignoriamo o facciamo finta di non sapere: che i bambini vengono rapiti e sfruttati sessualmente per il piacere patologico di soggetti perversi.

È meglio lasciare che il film irrompa nel cuore e lo percuota piuttosto che mettersi una corazza e rimanere increduli o impassibili. Ora, è molto probabile che all’uscita del cinema non troverete le parole giuste per esprimere il groviglio di sentimenti contrastanti che vi assaliranno e che vi attanaglieranno lo stomaco. Non vi preoccupate, altre reazioni arriveranno pochi giorni dopo.

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