Il bagaglio di ritorno

Studenti, disoccupati e precari, professionisti troppo impegnati nel lavoro, padri e madri che non staccano mai dai loro ruoli di genitori. Vacanza, è un’opportunità per tutti? Cosa è necessario recuperare?

Siamo abituati a programmare nei dettagli la nostra vacanza per colmare un tempo che ci sembra vuoto. Dove andare, cosa fare, cosa mettere in valigia. Ci preoccupiamo troppo poco sia del senso che ha la vacanza, sia di quanto sia importante portare qualcosa con noi al ritorno.

Vacanza è innanzitutto interruzione dalle quotidiane preoccupazioni, anche per chi un lavoro non ce l’ha, dalle fatiche e dai ritmi assillanti della settimana e di tutto l’anno. È ristoro. La radice latina della parola ‘restaurare’ sottolinea l’occasione di recuperare le energie fisiche e psichiche, quasi un reset della persona e delle sue relazioni.

Durante la pausa si rallentano le attività, alcune si interrompono, si rimette a fuoco la propria vita e i rapporti interpersonali. Una giornalista scriveva che i buoni propositi si fanno in agosto anziché l’ultimo dell’anno. «Il lavoro che non va, la relazione che vacilla, l’appartamento da cambiare, un problema da risolvere». Tutto si decide in vacanza, d’estate, come uno spartiacque tra chi siamo e chi vorremmo essere. È il momento del bilancio.

Vacanza (vacuum), è interruzione, uno svuotamento delle attività: ma non significa andare nel vuoto, che “non sarebbe un vero riposo”. Secondo Giovanni Paolo II, che ricordiamo mentre cammina nei boschi, o siede contemplando il paesaggio in montagna, il tempo della vacanza deve essere piuttosto «riempito con l’incontro». Incontro con la natura, incontro con Dio e con le persone per recuperare la quiete, aprire “l’udito interiore” e ritrovare il piacere dello stare insieme. Durante una delle sue ultime vacanze, egli sottolineava l’ «oasi della quiete» e il «meraviglioso spettacolo della natura» e raccontava di sperimentare facilmente quanto proficuo sia anche il silenzio, «un bene oggi sempre più raro». Le numerose occasioni di connessione e di informazione in cui siamo coinvolti alle volte soffocano lo spazio della riflessione e della preghiera, che secondo lui sono gli strumenti che rendono l’uomo veramente libero.

Nel bagaglio di ritorno dalle vacanze, non dobbiamo dimenticare queste dimensioni dell’esistenza umana che saranno “di scorta” anche durante tutto l’anno.

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