Il “noi” ecclesiale e l’Eucarestia. In dialogo con la Teo-Logica di Heribert Mühlen

L’intervento si propone di presentare la valenza della categoria personologica del “noi” ecclesiale, nel suo riferimento trinitario e cristologico, approfondita da una delle figure più eminenti della riflessione ecclesiologica post-conciliare del XX secolo, Heribert Mühlen. A partire dai punti nodali della sua teo-logica, e dopo averne colto lo statuto epistemologico, verranno evidenziate, sempre in dialogo con l’autore, alcune linee prospettiche sistematiche per un’ecclesiologia di comunione, mettendone in rilievo l’intrinseca dinamica eucaristica.

Introduzione
 
L’attualità della categoria del noi, nel suo riferimento ecclesiale, trova una conferma non solo in ambito scientifico (basti guardare alle numerosissime ricerche sulla dimensione comunionale della Chiesa, che valorizzano i rapporti fondati sulla reciprocità, espressione visibile di come la Trinità si è manifestata), ma anche in ambito socioculturale, in cui le sfide nate dal processo di globalizzazione hanno riproposto un serio ripensamento del valore dell’altro e della questione dell’unità1: vale a dire di cosa si intenda per unum, obiettivo a cui in modo consapevole o meno si tende (ed è la stessa strategia della comunicazione a farne da verifica).
A queste realtà che si impongono a partire dal contesto socioculturale, e che si presentano ancora oggi nelle sembianze di “sfide”, la Chiesa, o meglio il “noi ecclesiale”, può offrire ancora una proposta di senso? È a tale domanda che il teologo Heribert Mühlen2 ha cercato di rispondere in tutto il suo lavoro di ricerca, nei diversi ambiti teologici da lui trattati3.

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