I tentacoli dell’ecomafia

Dagli abusi edilizi agli scarichi illegali fino al falso made in Italy, le frodi ambientali nel nostro Paese.
Inquinamento

Pneumatici e materiali tossici inviati all’estero per essere smaltiti tornano in Italia, soprattutto dalla Cina, sotto forma di giocattoli, biberon e abiti. Rifiuti speciali gettati nelle campagne, oli esausti scaricati a mare dalle navi, depuratori non funzionanti. E ancora, cemento depotenziato usato per costruire case in aree a rischio idrogeologico.

 

Sono alcuni dei reati contemplati nel “Rapporto ecomafie” 2011 di Legambiente che illustra il modo in cui (al Sud) le mafie accumulano ingenti capitali, che investono grazie alla collusione dei “colletti bianchi” (al Nord). Un settore inquietante è quello delle “agromafie”. In Italia, famosa per l’olio extravergine, i quantitativi importati superano quelli prodotti. A Salerno, patria del pomodoro San Marzano, arrivano le conserve cinesi; in provincia di Cuneo, nota per i vini rossi, giungono tonnellate di uva fresca americana…

 

Non mancano, tuttavia, aziende sane, che valorizzano prodotti locali di qualità.  I nuclei antisofisticazione e antifrodi dei carabinieri hanno incrementato i controlli a tutela del made in Italy e hanno attivato un numero verde e una mail, dove i cittadini possono segnalare i casi di agropirateria.

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