Ho lasciato l’università di Salford verso le 16.30 di ieri perché c’era nell’aria la sensazione che qualcosa stesse per accadere. Camminando dall’ateneo alla seconda stazione di Manchester, Victoria, si vedevano giovanissimi con maschere e passamontagna che si stavano dirigendo verso i centri commerciali. Mia moglie è arrivata in stazione verso le 17 passando per le strade del centro dove già si stavano formando gruppetti di classici teppistelli della zona: li distingui subito perché vestono con tuta da ginnastica d’ordinanza o felpa con cappuccio. Alle 17.30 sono cominciati i disordini.
Arrivando al lavoro stamattina ho innanzitutto notato l’eccellente impegno del comune che aveva già provveduto a ripulire gran parte della città e già nella notte quando i tafferugli stavano cessando, aveva ingaggiato gli operai per sostituire le vetrine rotte. Oggi, nella zona di ritrovo principale "Piccadilly gardens" si sono ritrovate circa 1000 persone con ramazza e sacchi della spazzatura per ripulire la città. Volevano far passare un messaggio di speranza e al contempo dare la certezza che nonostante questi teppisti saccheggiatori, «Manchester era open for business, as usual – pronta per gli affari, come sempre». Aspettiamo di vedere cosa succede oggi e incrociamo le dita».