I protagonisti della 104

«Il modulo da compilare dai dipendenti pubblici che prendono i permessi concessi dalla legge 104/92 per la cura di disabili non è molto “onorevole”…». Rosalba - Salerno
Disabili
Vale la pena leggere quanto riportato nel modulo per i dipendenti pubblici per usufruire di permessi lavorativi della legge 104/92, per l’assistenza a familiari con grave handicap e non autosufficienza: «Il dipendente è consapevole che la possibilità di fruire delle agevolazioni comporta un onere per l’amministrazione e un impegno di spesa pubblica che lo Stato e la collettività sopportano solo per l’effettiva tutela del disabile». Salta agli occhi la parola “agevolazione” che non dà dignità al servizio di cura ai familiari che spesso supplisce a carenze dei servizi pubblici.

 

Inoltre viene sottolineato, senza giri di parole, il fatto che si è di fronte ad onere economico e sociale per la collettività. Non vorrei pensare che in tale precisazione, alla fine, potrebbero considerare di peso anche le persone con disabilità cui si presta cura. Molto probabilmente non ci si rende conto che la non autosufficienza è condizione che riguarda un po’ tutti, in modo diretto o indiretto. In questo contesto i familiari costituiscono una risorsa insostituibile per la collettività. Sicuramente la funzione pubblica non ha considerato questi aspetti e ci auguriamo che lo faccia.

 

Il filosofo Pessina ha affermato che la disabilità rappresenta una cartina di tornasole per verificare il grado di giustizia della nostra società perché l’ingiustizia non è un destino. Qualora l’intenzione dell’estensore del documento fosse stato quello di mettere in guardia gli eventuali approfittatori, esiste il metodo infallibile del controllo. Se avete un collega, un amico, un conoscente che usa i giorni stabiliti per legge, tre al mese, per assistere suoi familiari, non guardatelo come un agevolato, ma come protagonista.

p.demaina@libero.it

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