I pianti del sabato sera

¦ Tenete pronti i fazzoletti. Il sabato sera è diventata una valle di lacrime. Nella serata in cui un tempo regnava il varietà, si piange di qua e si singhiozza di là, in una grande sfida tv a base di abbracci, pentimenti e soprattutto lucciconi. Sono le emozioni a buon mercato e una certa dose di patetismo, il piatto forte de Il treno dei desideri di Raiuno e di C’è posta per te di Canale 5, che si fronteggiano pur assomigliandosi parecchio. Per entrambi l’idea di partenza è quella che già fece la fortuna del mitico Portobello di Tortora e che la Carrà portò al massimo splendore: l’incontro che cambia una vita in favore di telecamera. Abbondano le sorprese da groppo in gola, i sogni delle Cenerentole che diventano principesse per un giorno, gli amori contrastati, che davanti alla platea televisiva si avviano ad un lieto fine grondante di buoni sentimenti. Le somiglianze però si fermano qui. Perché settimana dopo settimana, anche a chi distrattamente accenda la tv al sabato sera, una cosa è evidente. Che lo stile, la sobrietà, il senso del limite, cominciano ad essere patrimonio solo del treno carico di sogni di Raiuno. Altrettanto chiaro è che la De Filippi ha invece imboccato la scorciatoia più comoda per battere l’avversario. È arrivata al livello zero della comicità, buttandola sul pecoreccio che spesso, purtroppo, fa grandi ascolti. Accade infatti che uno dei suoi postini, una volta impegnati solo a consegnare lettere d’amore senza speranza, entri in scena per sparare tutto il repertorio delle cartucce a basso costo: doppi sensi, ammiccamenti e volgarità grevi. Uno squallore. È a quel punto che cominci ad apprezzare la Clerici che dall’altra parte continua a proporre uno show tutto sommato dignitoso. Nel circo delle emozioni di Raiuno scopri più freschezza, più garbo, meno furbizia. A parte alcune forzature strappalacrime, anche i sentimenti sono più rispettati, vengono meno banalizzati. Viaggia sui binari di un onesto buon gusto. Per questo si finisce per farsi portare in giro dal treno dei desideri più che dalla bicicletta sgarrupata dei portalettere trash.

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