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Cultura > Arte e Spettacolo

I finalisti del premio Le maschere del teatro italiano

di Giò Giarratana

- Fonte: Città Nuova


Una giuria popolare composta da artisti ed esperti di settore  voterà a scrutinio segreto le terne per ciascuna delle undici categorie in gara

teatro festival

Si è svolta lunedì 24 giugno al Teatro Quirinetta di Roma la scelta delle terne finaliste della terza edizione del “Premio Le Maschere del teatro italiano”, discutendo e votando davanti ad una platea di addetti ai lavori, ma anche a numerosi  protagonisti della stagione confusi tra gli ‘’spettatori comuni’’, pronti a fare il tifo o dissentire rumorosamente così come vuole la tradizione di questa manifestazione.

Anche quest’anno il premio è stato organizzato dal Napoli Teatro Festival Italia in collaborazione con l'Agis (Associazione generale dello spettacolo). L’iniziativa prosegue la tradizione dei Premi Eti – Gli Olimpici del Teatro creati nel 2002 da Luca De Fusco (direttore del Napoli Teatro Festival Italia) e dal giornalista Maurizio Giammusso con l’idea di creare un premio che potesse rappresentare tutto il teatro italiano nella ricchezza delle sue esperienze, nella varietà delle sue anime produttive, culturali e regionali.

Dopo appena un’ora di discussione pubblica è stato deciso che quest’anno si contenderanno il premio migliore spettacolo di prosa: Le voci di dentro, regia di Toni Servillo, Dopo la battaglia di Pippo Delbono, La coscienza di Zeno, regia di Maurizio Scaparro; in lizza nella sezione migliore regista Toni Servillo per Le voci di dentro, Luca Zingaretti per La torre d’avorio, Maurizio Scaparro per La coscienza di Zeno; la migliore attrice protagonista sarà scelta tra Pamela Villoresi per Memorie di una schiava, Manuela Mandracchia per Jhon Gabiel Borkman, Sara Bertelà per lo spettacolo Exit; e il migliore attore protagonista sarà scelto tra Toni Servillo per Le voci di dentro, Mariano Rigillo per Erano tutti miei figli, Filippo Dini per Il discorso del re.

Mentre sono in lizza per il premio migliore attrice non protagonista Chiara Baffi per Le voci di dentro, Alvia Reale per Il panico, Anna Teresa Rossini per Erano tutti figli miei; e per la sezione attore non protagonista Peppe Servillo per lo spettacolo Le voci di dentro, Leandro Amato per C’è del pianto in queste lacrime, Ernesto Lama perViviani Varietà; e ancora per la sezione miglior interprete di monologo sono entrati in terna Maria Paiato per Anna Cappelli, Sabrina Impacciatore per E’ stato così, Michela Cescon per Leonilde, storia normale di una donna eccezionale; e per la sezione autore di novità italiana Valeria Parrella per lo spettacolo Antigone, Mattia Torre per Qui e ora, Fausto Paravidino per Exit.

Si contenderanno il premio miglior autore di musiche l’israeliano Ran Bagno per lo spettacolo Antigone, Nicola Piovani per La serata a Colono e Pasquale Scialò per Viviani Varietà. Il miglior scenografo sarà poi scelto tra Simone Mannino e Simona Damico per C’è del pianto in queste lacrime, Claude Santerre per Dopo la battaglia, Massimiliano Nocente per Il discorso del re e la migliore costumista tra Catherine Rankl per lo spettacolo La scuola delle mogli, Simone Mannino e Simona Damico per C’è del pianto in queste lacrime, Antonella Cannarozzi per Dopo la battaglia.

A decretare i vincitori sarà una giuria popolare composta da artisti ed esperti di settore che voteranno a scrutinio segreto le terne per ciascuna delle undici categorie in gara. La grande novità di quest’anno è che il premio per il miglior attore e attrice emergente sarà scelto dall’Associazione Mariangela Melato che individuerà due artisti e assegnerà loro un premio dedicato alla memoria della grande attrice italiana recentemente scomparsa. La premiazione dei vincitori avverrà il 5 settembre al Teatro di San Carlo di Napoli con una serata che andrà in onda in diretta su Raiuno.

Riproduzione riservata ©

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