I cowboy di Richard Prince

I cowboy in controluce sono piccole sagome, ma sempre riconoscibili. Si stagliano, perdendosi, all’interno di vasti paesaggi bucolici e autunnali. Illuminati dai raggi del sole al tramonto o dalla luce notturna della luna. Scenari simili a panorami cinematografici che evocano, non senza ironia, la grande tradizione romantica della pittura. Alcune di queste immagini ci ricordano la pubblicità della Marlboro Country nelle grandi pagine di quella gloriosa rivista che fu Life. E l’autore è proprio Richard Prince che dalla fine degli anni Settanta iniziò a lavorare per il colosso editoriale di New York. Erano gli anni in cui la scena artistica newyorchese era dominata da pittori illustri come Wharol, Rauschenberg, Liechtenstein, Pollock. Cresciuto con questi miti, Prince ha raggiunto il successo solo da pochi anni, ritagliando foto realizzate da altri, rifoto- grafandole con la propria macchina fotografica e vendendole come opere d’arte. Il suo interesse, infatti, è sempre stato quello di appropriarsi delle immagini di dominio pubblico della cultura popolare americana, sia della pubblicità che dello spettacolo, incuriosito dall’immaginario e dalle ossessioni che alcune di esse creano nella gente. Il più delle volte, ciò che esse rappresentano è solo un’illusione. Ed è quella che mi interessa, ha affermato Prince. Cronista sensibile della sottocultura americana, egli ha esaminato il ruolo mitico dei cowboy, dei motociclisti, delle auto truccate e dei divi, oltre che il fascino della narrativa truculenta, del razzismo, della psicologia e dell’humor, producendo icone inconsuete come i popolarissimi dipinti della serie Nurses (Infermiere) e Jokes (Barzellette). Il suo metodo è stato fin dagli inizi quello di rifotografare le immagini. Ne modificava poi il taglio, eliminando il testo e riproducendo a colori immagini in bianco e nero. In questo modo ha ridefinito i concetti editoriali di autore e proprietà. Attraverso la sua interpretazione delle complesse regole della rappresentazione, ha sviluppato uno stile unico che, pur evocandone altri, è inconfondibilmente il suo. E solo da poco consacrato internazionalmente. Nonostante la sua fama nel mondo dell’arte, infatti, del fenomeno Prince si è diventati consapevoli solo tre anni fa, quando una sua foto del 1989 è stata venduta all’asta al prezzo di 1.248.000 dollari! Al momento, la foto più costosa. Discutibile o meno, così va il business dell’arte. Condizionato dai galleristi.

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