I Colloqui di Pasquale Foresi

L'Autore ci introduce al nuovo libro di Pasquale Foresi, Colloqui. Domande e risposte sulla spiritualità  dell'unità  (maggio 1990 - ottobre 1998), una raccolta di dialoghi dell'autore, in contesti diversi e sulle più varie tematiche, affrontati tutti dalla prospettiva dell'unità .
Colloqui
Pochi e di valore i libri di Pasquale Foresi, e forse per questo particolarmente preziosi e attesi. Sempre frutto di una intensa esperienza di vita, di una meditazione profonda, di un pensiero acuto e luminoso, sono preceduti da una lunga, silenziosa e feconda incubazione. Ogni sua nuova pubblicazione costituisce un evento, anche quando, come nel caso dell’ultimo libro, lo scritto appare legato a momenti occasionali  1.

Il titolo, Colloqui, lascerebbe intendere un dialogo tra l’autore e chi gli sta accanto, dove il pensiero prende forma, si articola e si sviluppa col procedere degli interventi. Un genere letterario ben noto, a cominciare dai celebri Dialoghi di Platone, fino ai libri-intervista dei nostri giorni. Qui invece siamo davanti a un genere inedito, come indica in modo appropriato il sottotitolo: domande e risposte.
Si tratta di domande le più varie, rivolte all’autore da un pubblico eterogeneo, che si succede negli incontri formativi del Movimento dei Focolari, in un arco di tempo che abbraccia gli anni ’90.

Gli argomenti si muovono nell’ambito della storia, della spiritualità e della vita del Movimento dei Focolari, ma spaziano su ambiti ben più vasti, fino a toccare complessi problemi ecclesiali e sociali di notevole rilevanza e attualità. L’intelligente intervento redazionale del curatore, di cui si dà resoconto nella prefazione, lascia intatto, fortunatamente, lo stile immediato, parlato, da cui è nato il libro, che ne rende piacevole la lettura, direi quasi l’ascolto. Sono risposte autentiche a domande autentiche, che offrono all’autore l’opportunità di donare a larghe mani torrenti di luce e di sapienza.
La grande varietà dei temi è articolata in un percorso che, partendo da una ricca presentazione della spiritualità di comunione, prosegue mostrandone la concretezza e l’incarnazione nella vita quotidiana, per poi aprirsi su problematiche ecclesiali quali l’inculturazione, la donna, il dialogo ecumenico e interreligioso, l’ateismo… Infine la rievocazione di persone come Chiara Lubich e Igino Giordani quali esempi luminosi di vita, e un rapido ed efficace tratteggio di alcuni istituzioni a cui essi hanno dato origine per esprimere e custodire la spiritualità dell’unità.

L’unitarietà del libro è data tuttavia da qualcosa di ben più profondo che non una sequenza ragionata di temi: sta nell’autore stesso! Foresi, persona riservata, mai come in questo scritto rivela se stesso. La sua esperienza soggiaceva già in opere precedenti, come in Note di filosofia e Dio ci chiama 2, ma qui appare in maniera palese, fino a farlo parlare di sé in prima persona, con la narrazione di episodi e momenti significativi della sua vita, incontri, scelte esigenti e decisive… L’incipit è già autobiografico: «Avevo lasciato da poco il seminario ed abitavo a casa con la mia famiglia, avendo preso le distanze, per i motivi che vi dirò dopo, dalla Chiesa cattolica» (p. 13). Un inizio che dà l’intonazione al libro: discorsivo, “colloquiale”, ma anche accattivante (le distanze dalla Chiesa cattolica in un autore così “cattolico”?), in tensione (“per motivi che vi dirò dopo”).
Qualunque sia l’oggetto della domanda che gli viene rivolta, essa apre una breccia nell’anima di Pasquale Foresi e ne sgorga, come acqua limpida, una sapienza distillata e raccolta in lunghi anni di esperienza. Sembra quasi di ascoltare quegli antichi padri del monachesimo orientale a cui si rivolgevano i giovani per conoscerei sentieri della vita. Interrogati – e ne abbiamo testimonianze nei famosi Detti dei Padri del deserto, o nelle “interviste” di Giovanni Cassiano – rispondevano con brevi sentenze lapidarie o con il racconto delle proprie esperienze.

Se in altri libri Foresi ha parlato magistralmente dell’unione con Dio, qui ci parla della sua unione con Dio, e scopriamo da dove nasce la sua dottrina: frutto appassionato dello studio diuturno della Scrittura, dei Padri, della teologia (e anche questo racconta nelle sue risposte), ma anche di un intenso vissuto personale scaturito dal rapporto vitale con Chiara Lubich e il suo mondo spirituale, da cui fu travolto fin dal primo incontro con lei
in età giovanile: «Fu un’impressione così forte del Corpo mistico, attuato da quel piccolo gruppo di persone… che rimasi travolto da quella esperienza spirituale… Mai avevo fatto un incontro così forte con la presenza di Dio come in quell’esperienza della vita a Corpo mistico vissuta in focolare» (p. 17).
Qui, come nel libro Dio ci chiama, si descrive con realismo e profondità il cammino spirituale, ma, ancora una volta, senza esitare ad aprire il cuore sul proprio cammino, con i momenti difficili, come quando egli ha l’impressione di aver tradito l’Ideale, ossia proprio quella spiritualità dell’unità a cui era chiamato, e insieme
con i momenti più gioiosi e più belli, «quando mi sono sentito amato da Dio nonostante i miei limiti» (p. 51). In queste pagine ci si sente guidati nella vita spirituale non soltanto da un maestro competente, ma anche da un testimone sincero, che si fa nostro compagno di viaggio. E sa farci conoscere, per esperienza e per dottrina, Dio Amore, Gesù Abbandonato, lo Spirito Santo, l’Eucaristia, Maria… persone e misteri che ci appaiono accessibili, condivisibili.
La testimonianza di Foresi non si limita al mondo della spiritualità.
Uomo di cultura, ha attraversato con passione la storia sociale, politica, ecclesiale della seconda metà del XX secolo, ne ha conosciuto i protagonisti, ne ha soppesato gli avvenimenti, le ideologie, i fermenti di novità: un mondo che nel libro occhieggia, di pagina in pagina. Le realtà interiori, a contatto con questo ambito terreno, acquistano uno spessore umano che le rende aderenti alle problematiche e alle attese degli uomini e delle donne di oggi, appetibili anche al mondo “laico”.

Ben ancorato nel proprio tempo, in queste pagine, specialmente in quelle dedicate alle «Problematiche ecclesiali», l’autore appare uomo di grande apertura, proteso verso il futuro con audacia profetica. La teologia della liberazione? Una valutazione positiva: «gli aspetti costruttivi rimarranno… Sicuramente fra 100 anni, quando ci si domanderà: “Cosa faceva allora la Chiesa per superare la miseria e le ingiustizie…?”, si dirà tra l’altro: “C’è stata la teologia della liberazione”» (pp. 115-116). Il sacerdozio alle donne? «Quelle Chiese dove si afferma che non è possibile alle donne ricevere il sacerdozio… fanno presente un valore su cui tutti i cristiani di oggi e del futuro dobbiamo essere d’accordo: che quello che vale nel Regno di Dio non è il ruolo da svolgere, ma l’amore» (p. 140). Le donne pastore? «Ho l’impressione… (a prescindere dal problema del sacerdozio ministeriale) che siano state suscitate da Dio. Non sarebbe sorta una vocazione così bella e non avrebbe portato i frutti che ha suscitato, senza lo Spirito Santo» (p. 156). Il dialogo ecumenico? «Mi auguro che quanto prima giunga il tempo perché sia possibile fare un Concilio ecumenico fra tutti i cristiani» (pp. 160-161). Il dialogo interreligioso? «Io ogni giorno, al mattino, dopo aver pregato il breviario e fatto meditazione sul Nuovo Testamento… dedico una mezz’ora alle grandi religioni. Così mi sono letto il Corano già due volte, il Canone buddista, il libro Bhagavadgita dell’induismo… anche quello più volte» (p. 162). «Credo che i diversi valori delle varie tradizioni religiose rimarranno anche all’interno della Chiesa, e vi sarà un cristianesimo con tradizione buddista, con tradizione musulmana, e via dicendo» (p. 164).
L’itinerario del libro approda infine, come precedentemente accennato, alla persona di Chiara Lubich, di cui appare la grandezza carismatica e la santità, sempre mediate dalla testimonianza diretta di Foresi. Già al primo incontro, nel 1949, «sentendola parlare ho visto in lei una tale sapienza e limpidezza, che rimasi travolto, affascinato. Trovai in lei allo stesso tempo santità e umanità…» (p. 177). Da Chiara Lubich a Igino Giordani, altra figura di spicco nella storia del Focolare. Con le risposte sul Focolare e sulle altre opere nate dal carisma e che insieme ne consentono la continuità, si chiude il libro.
Un libro destinato a rimanere una pietra miliare nella trasmissione del carisma del Movimento dei Focolari. Un libro per niente neutro. Un libro dichiaratamente “focolarino”, con una forte identità. Ma non un libro di parte. L’ottica è quella dell’Ideale dell’unità. Ma proprio partendo dall’unità fa spaziare sulla Chiesa intera, sul mondo intero, cogliendo il positivo ovunque e valorizzandolo. In un tempo di incertezze e di paure, questo è un libro che ridona speranza e invita a volare alto.
 

1 P. Foresi, Colloqui. Domande e risposte sulla spiritualità dell’unità (maggio 1990 – ottobre 1998), Città Nuova, Roma 2009, 214 pp.
2 Non è casuale che il primo di questi libri ne riprenda uno precedente intitolato Conversazioni di filosofia, e che il secondo porti come sottotitolo Conversazioni sulla vita cristiana. Conversazioni, colloqui: l’autore è sempre lì, presentissimo, in comunione con gli interlocutori e di conseguenza con i lettori.

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