I cent’anni di Filadelfo

Nel 1923 moriva Filadelfo Simi, ritrattista degli affetti e della vita familiare. Lo ricordano cinquanta opere tra Firenze e la Versilia.
Filadelfo
Autoritratto al cavalletto di Filadelfo Simi. Scuderie Palazzo Rossetti Levigliani. Fonte: Ufficio Stampa Rosi Fontana

Un artista sensibile, che ha girato per l’Europa ed ha amato la Francia, per poi stabilirsi a Stazzema nella regione della Versilia, dove conosce la moglie che diventerà la modella di parecchie sue opere. Vive tra la provincia e Firenze questo pittore così attento ai sentimenti. Li espone in ritratti di rara umanità come il Doppio ritratto dei genitori, la Ragazza in giallo e Reverie. Pittore-poeta che oggi diremmo sospeso tra realismo e simbolismo, fra spiritualità e attenzione alle emozioni, alla sincerità dei rapporti, al lirismo.

Lo sguardo di Filadelfo è attratto dall’integrità delle persone, e ne scava i sentimenti più veri, con la rara capacità di presentarli con assoluta naturalezza. Nessuna retorica, compiacimento, edulcorazione. Le mani e i volti: sono i punti focali verso cui si rivolge l’attenzione dell’artista.

Filadelfo
Ritratto del padre, Lorenzo. Scuderie Palazzo Rossetti Levigliani, immagine in mostra. Fonte: Ufficio Stampa Rosi Fontana

Il padre è un uomo chino sui libri che accarezza e protegge con le mani grosse, nodose, concentrato. La madre è una donna di profilo col fazzoletto in testa, le mani callose sul grembo. Quanta dignità, e quale senso di accettazione della vita che scorre. La vita che è anche sacrificio, pena. Ma Filadelfo non esplicita tutto ciò, lo mostra con la semplicità delle cose che accadono.

Un altro ritratto. La giovane donna dagli occhi bellissimi e diritti ci guarda anche lei, con le mani delicate in grembo a reggere un libro. Sullo sfondo, la parete e su un tavolo un vaso di pochi fiori di campo. Questo è un artista dell’essenziale, un fotografo che fa di ogni ritratto una presenza serena, pacata e mite.

Gente semplice, se si vuole anche umile, ma colma di una pace interiore che si dispiega nel gesto calmo, nel guardare dritto negli occhi chi sta di fronte, senza paura ma anche senza alterigia. La bella umanità di chi è sano e che il pittore riveste di colori morbidi e luminosi.

Vicino alla gente che lavora in campagna e nei boschi, Filadelfo trova l’ispirazione che raggiunge un culmine nel lirismo poetico della Primavera di Vittoria, dove la fanciulla botticelliana dall’abito a fiori, è malinconica ed ha gli occhi arrossati di pianto. Il pittore celebra la vittoria italiana in guerra, ma il prezzo è la tristezza della ragazza, e rovi in mano al posto delle rose.

Attualità di una tela che dice cose che oggi non vorremmo dire. Merita di essere vista questa rassegna, per scoprire una delle migliori voci italiane tra Otto e Novecento.

Filadelfo Simi. Parigi, Firenze e la Versilia. Il viaggio della vita. Scuderie Granducali e Palazzo Rossetti, Serravezza (Lucca). Palazzo Simi, Levigliani (Lucca). Fino al 22.10.23.

Filadelfo
La preghiera della sera. Scuderie Palazzo Rossetti Levigliani, immagine in mostra. Fonte: Ufficio Stampa Rosi Fontana

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