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Italia > Cinema

Honey Boy, un bel film su padri e figli

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

La regista e produttrice Alma Har’el racconta la storia dell’attore Shia LaBeouf e i dissidi con suo padre. Honey boy  è un film da non perdere sull’amore negato, sbagliato e poi ritrovato, con un cast di attori di notevole spessore.

L’attore Shia LaBeouf, tra i protagonisti del film Honey boy Di John Bauld from Toronto, Canada – https://www.flickr.com/photos/themollusk/36949725591/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62349265

Honey boy è un film da non perdere in questo periodo di Coronavirus. La storia personale dell’attore Shia LaBeouf nel lavoro della regista e produttrice Alma Har’el viene trattata con una delicatezza e una forza che si imprimono nelle mente e nel cuore. Si ripercorrono le esperienze personali dell’attore dall’infanzia burrascosa ai primi anni dell’età adulta e al dissidio con il padre. È questa la linea rossa del film, il rapporto padre e figlio che il cinema ha narrato e narra di continuo, ad evidenziare una tensione reale e universale.

LaBeouf è presente nell’opera, ma non come sé stesso, bensì come suo padre, un clown di rodeo e un criminale. La capacità dell’attore di entrare nel ruolo di una paternità vissuta allo sbando con più ombre che luci è indubbia e rappresenta una sorta di purificazione della memoria da parte di Shia. Fino alla riconciliazione, a quel perdono che è così difficile dare e ricevere ma che è liberante: il figlio diventa padre del padre.

Attore dall’età di dieci anni, cresciuto fra l’oro del set con le sue illusioni e la contrastante esperienza con una famiglia disastrata – la madre è quasi assente –, Shia ha vissuto la sorte di numerose baby-star collassate al momento del passaggio all’età adulta (unica eccezione Leonardo Dicaprio), precipitate in fasi di eccessi di vario genere. Perciò il raccontarsi rappresenta per Shia un modo per ritrovare il meglio di sé stesso, e per offrire a chi ha vissuto e vive vite difficili – non solo attoriali – la possibilità di una speranza. Questo dà a Honey boy un valore ampio, che supera  l’autobiografia. Per nulla didascalico, il racconto prende, fa pensare, libero da ogni romanticume e retorica, ed è di notevole impatto.

Honey boy è un film sui padri e sui figli, dunque, sull’amore negato, sbagliato e poi ritrovato con un cast di attori di notevole spessore e una regia che non fa sconti alla verità e la presenta nella sua concretezza e nella sua sofferenza.

Riproduzione riservata ©

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