Ho un topolino nella tasca

Mi ero accorto che in casa circolava un topolino anche se non ero riuscito ancora a vederlo. Trovavo però le tracce del suo passaggio in tutti i cassetti, nel cestino della biancheria e persino nelle lenzuola del letto. Sentivo dappertutto il suo odore ed ero assai arrabbiato con lui. Decisi di chiedere consiglio ad un esperto di topi, il quale mi diede un tubetto di vischio con cui cospargere una tavoletta che avrei dovuto mettere dove pensavo che il topolino sarebbe passato. Venne la notte e decisi di andare subito a dormire. Facevo sogni bellissimi. Quella notte sognai che soffiando sui rami secchi di un albero riuscivo a farli fiorire con i fiori più belli, sui quali andavano a posarsi meravigliose farfalle. All’alba mi svegliai sentendo piangere nella stanza. Mi avvicinai al luogo dove avevo messo la tavoletta. Un povero topolino vi era rimasto incollato e faceva grossi sforzi per liberarsi. Mi guardava con i suoi occhietti sembrava volesse dirmi: Su, dai, datti da fare, aiutami!. Nel tentativo di liberarsi, la pelle della pancia e di una zampina si era procurata una vasta ferita. Presi delicatamente il topolino fra le dita e riuscii finalmente a liberarlo. Dopo averlo medicato con una pomata antibiotica, lo avvolsi in una soffice garza. Aveva smesso di piangere e nonostante il dolore si addormentò nel palmo della mia mano. Restai così a guardarlo per quasi un’ora non osando svegliarlo. Aveva continui sussulti e cercavo d’immaginare i suoi sogni di topolino dopo quella brutta avventura. Telefonai in ufficio per avvisare che quel giorno non sarei potuto andare. Il topolino non riusciva più a camminare e solo dopo settimane di cure potè rimettersi in equilibrio sulle zampine. I primi passi incominciò a muoverli dentro le maniche della mia giacca e nelle tasche dove aveva stabilito il suo ricovero notturno. Ormai era guarito, avrebbe potuto andarsene libero dove avesse voluto, ma non sapeva più staccarsi da me.Quando tornavo dall’ufficio nella mia casetta di campagna, al rombo della macchinetta, mi correva subito incontro. Quel topolino che avevo pensato di eliminare in un modo cosi crudele mi era diventato amico, un compagno fedele. Non avrei mai creduto che con un animaletto tanto piccolo fosse possibile stabilire un rapporto cosi grande. Dopo quella esperienza ho capito che, spinto dall’amore, potrei fare amicizia con qualsiasi creatura.

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