Ho incontrato un carisma vivo!

Il Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali, presente ai funerali di Chiara Lubich, esprime la sua stima per Chiara Lubich.
Marco Tasca
La mia stima e la mia simpatia per Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, hanno origine dalla personale convinzione della santità di questa donna carismatica e dal bene che ha seminato nel mondo e nella Chiesa, mediante la sua vita e il Movimento cui ha dato origine. 

 

Due incontri

 

Vorrei partire, per questo mio ricordo personale e per questa riflessione sul rapporto fra Movimento dei Focolari e gli Istituti di vita consacrata, da due incontri che ho vissuto in prima persona.

 

Il primo risale al 3 maggio 2005 quando, da poco eletto Ministro Provinciale, ho presieduto nella Cittadella di Loppiano i funerali del confratello Angelo Beghetto, un religioso che mi aveva preceduto nel servizio di Provinciale agli inizi degli anni ’50 e che, venuto in contatto in quegli anni con il nascente Movimento dei Focolari, continuò nella sua vita a nutrirsi di questa spiritualità, sempre in accordo con i suoi superiori e mantenendo un rapporto personale con la fondatrice del Movimento.

 

Un religioso che si mantenne sempre fedele al suo carisma di francescano e contemporaneamente si lasciò continuamente ispirare dal carisma dell’unità in tutti i vari compiti che i superiori gli assegnarono, sia all’interno dell’Ordine, come nel servizio ai religiosi che venivano in contatto con il Movimento dei Focolari.

 

Provvidenziale fu la sua pluriennale permanenza a Istanbul (Turchia), dove i superiori gli affidarono la responsabilità della guida della Provincia d’Oriente. Durante quel servizio, animato dal carisma dell’unità, diede avvio a rapporti di profonda amicizia e di comunione con il Patriarca di Costantinopoli Atenagoras.

 

Da quell’amicizia e da quella comunione nacque un provvidenziale dialogo ecumenico tra la Chiesa Greco Ortodossa, il Movimento dei Focolari e la Chiesa Cattolica. Ho sempre ammirato questo mio confratello, per quanto ha saputo operare di bene per la nostra Famiglia religiosa e per la Chiesa intera.

 

Il secondo incontro personale con il carisma di Chiara risale al 18 marzo 2008, quando, nonostante i molteplici impegni di Ministro Generale, volli essere presente al suo funerale, svoltosi nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma. Ammirando la folla accorsa e i numerosissimi rappresentanti di Chiese, religioni, popoli e persone di convinzioni diverse, scoprii l’ampiezza e la grandezza del carisma portato da questa donna nella Chiesa e nel mondo.

 

Una conferma mi giunse, ascoltando quel giorno le parole inviate dal Santo Padre Benedetto XVI: “Chiara si è spesa senza riserve per la diffusione del messaggio evangelico in ogni ambito della società contemporanea. Sempre attenta ai ‘segni dei tempi’ è stata fondatrice di una vasta famiglia spirituale che abbraccia i molteplici campi di evangelizzazione”.

 

Un carisma nuovo per la Chiesa e per la vita consacrata

 

Attraverso il carisma di cui Dio l’aveva fatta depositaria, Chiara Lubich è stata, in un’epoca segnata da forti cambiamenti, una donna che ha saputo offrire risposte e avviare progetti, che hanno illuminato e rinnovato interi spaccati della comunità cristiana, religiosa, sociale e civile.

 

Il “fine specifico” dell’Opera di Maria (o Movimento dei Focolari), infatti, come è descritto nei suoi Statuti generali, approvati dalla Chiesa nella loro ultima stesura il 15 marzo 2007, consiste nell’“attuare le condizioni richieste da Gesù (Mt 18, 20) perché Egli possa donarle l’unità, secondo la Sua preghiera al Padre: ‘Che tutti siano uno’ (cf. Gv 17, 21)” (art. 6).

 

Nello stesso articolo, inoltre, è precisato che: “L’Opera si impegna ad operare per una sempre più profonda unità tra i singoli fedeli cattolici, come pure tra istituzioni ecclesiastiche, associazioni, gruppi e movimenti, nati da nuovi e antichi carismi nella Chiesa cattolica, incrementando in essa la comunione a tutti i livelli”.

 

Un carisma, quindi, che abbraccia non solo la Chiesa cattolica, ma anche le altre Chiese cristiane, le varie religioni e il mondo. Anche la vita consacrata non poteva restare esclusa da questo soffio di rinnovamento e da questa spinta alla vita di comunione.

 

Fin dagli inizi, infatti, il Movimento dei Focolari vide fra i suoi aderenti religiosi e religiose dei più vari Istituti. Chiara diede particolare rilievo alla presenza dei consacrati nel nascente Movimento, riconoscendo in essi la bellezza dei vari carismi suscitati da Dio nella Chiesa lungo i secoli. Ma vedendo ciascuno nella propria specificità: “Il francescano deve essere vero francescano, il passionista vero passionista, il benedettino vero figlio di Benedetto!”.

 

Chiara Lubich si trovò ad avere ben presto rapporti stretti con persone consacrate. Lei stessa era in contatto con i Cappuccini ed era entrata giovanissima nel Terz’Ordine Francescano: per tale motivo cambiò il suo nome di battesimo da Silvia con quello di Chiara. Nel 1947 venne in contatto con un altro venerato confratello, Leone Veuthey, che aveva dato avvio alla “Crociata della Carità”.

 

Comunione tra carismi

 

Nel bimestrale Nuova Umanità, (2008/3, p. 307), è riportato un testo, riguardante la novità e l’importanza della comunione fra carismi, scritto da Chiara agli inizi degli anni ‘50: “Le anime di una volta cercavano Dio in loro. Esse stanno come in un grande giardino fiorito e guardano e ammirano un solo fiore. Lo guardano con amore e nei particolari e nell’insieme, ma non osservano gli altri fiori. Dio chiede a noi di guardare tutti i fiori perché in tutti è Lui e solo guardandoli tutti si ama più Lui che i singoli fiori”.

 

La vita consacrata è andata, soprattutto negli anni del post Concilio, alla ricerca delle proprie radici, della propria identità e di nuovi modelli di vita comunitaria. Il carisma del-l’unità, proprio del Movimento dei Focolari, ha offerto a tanti religiosi e religiose, prima singolarmente e poi anche comunitariamente, una chiave e una provvidenziale spinta a riscoprire, in piena comunione fra loro, il proprio carisma e le proprie origini.

 

Il religioso che veniva in contatto con il carisma dell’unità era spinto a ritrovare il carisma del proprio fondatore e allo stesso tempo ad allargare il suo orizzonte, guardando al di là del proprio Istituto, per comporre, in comunione con gli altri Istituti, la bellezza del grande giardino di Dio, composto da una innumerevole varietà di carismi.

 

Nel convegno “Crescere insieme in Cristo: la formazione del religioso”, organizzato dal Movimento dei religiosi nel 1988, parlando dell’apporto che il Movimento dei Focolari offre al mondo dei religiosi, come pure dell’apporto che i religiosi danno al Movimento, Chiara disse: “Vi è quindi una reciprocità di doni… come è richiesto dall’essere tutti membra l’uno dell’altro nel Corpo mistico di Cristo…” (Roma 1988, p. 203).

 

Chiara Lubich, pur essendo consapevole di essere depositaria di un carisma nuovo e originale, fu sempre affascinata dalla bellezza dei carismi suscitati da Dio nella storia della Chiesa cattolica: il suo sguardo, anzi, andò oltre e si estese anche ai carismi presenti nelle altre Chiese e anche nelle altre religioni.

 

Nel 1998, anno dedicato allo Spirito Santo in preparazione al Giubileo, su invito di Giovanni Paolo II, Chiara volle essere in prima fila nel promuovere e realizzare in piazza San Pietro il grande convegno di tutti i Movimenti ecclesiali.

 

La prima esperienza di comunione avvenne con la grande Famiglia francescana in uno storico incontro ad Assisi il 26 ottobre dell’anno 2000. L’invito di Giulio Berrettoni ofm conv, allora Custode del Sacro Convento di Assisi, fu accolto con grande entusiasmo dalla Lubich. Per ricordare nell’anno del Giubileo l’incontro di preghiera delle Religioni per la Pace del 1986, si realizzò così uno storico incontro fra la grande Famiglia francescana, un carisma antico, e la Famiglia focolarina, un carisma nuovo.

 

Assisi 2000

 

Nella splendida cornice della Basilica Superiore di San Francesco in Assisi, il 26 ottobre 2000 erano presenti tutte le componenti della Famiglia francescana e tutte le vocazioni del Movimento dei Focolari. Nel suo intervento Chiara Lubich disse: “Esistono nella Sposa di Cristo gioielli senza numero, fucine di santi e di eroi, dottrine stupende, miracoli senza numero di bene, tutti frutti di carismi elargiti dallo Spirito Santo attraverso i secoli.

 

Per essi e per ciò che rappresentano e cioè, una Parola di Gesù, un suo atteggiamento o altro, per le Famiglie religiose che li incarnano, la Chiesa appare ed è come un Cristo dispiegato nei secoli come dice il titolo d’un mio libro.

 

Che il Signore voglia questa comunione anche con loro, gloria e vanto della Chiesa, affinché il suo aspetto carismatico acquisti nuovo vigore, nuovo splendore e, nell’unità piena e cordiale con quello istituzionale, dia frutti mai visti”.

 

Giacomo Bini, allora Ministro Generale dei Frati Minori, presente all’incontro, alla conclusione disse: “Ci siamo subito trovati in sintonia con Chiara Lubich, perché sia il carisma dei Focolari sia quello francescano non sono altro che una trasparenza che ci mette in rapporto con il Vangelo, senza indugi o paure”.

 

Sento di ringraziare il Signore per aver avuto il dono e l’opportunità di incontrare Chiara: la sua vita rimane un esempio di come si possa incarnare nell’oggi della storia l’esigente vocazione battesimale alla santità, secondo i carismi di ciascuno e nella condizione di vita alla quale si è chiamati.

 

 

1 L’autore è attualmente il Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali.

 

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