Hit science

Immaginatevi Albert Einstein che rappa sulle note di Caparezza oppure Eminem che impartisce una dotta lezione di fisica nucleare. Detta così, ha tutta l’aria d’essere una provocazione buona magari per una pubblicità shock. In effetti non c’è nulla più agli antipodi della grande scienza e dell’hip hop. Da una parte i vecchi pensatori, le grigie teorie, i grandi sforzi del pensiero. Dall’altra la beata gioventù, i colori sgargianti dell’adolescenza, l’energia vitale che diventa ballo, ritmo, rumore. Non ci potrebbe essere nulla di più distante. Eppure c’è chi in questa fine d’estate ha tentato l’impresa. Far incontrare i gusti dei ragazzi di oggi con le immortali scoperte degli scienziati di ieri. Il programma si chiama Hit science e dopo tre puntate pilota passate un po’ clandestinamente su Raitre dovrebbe (speriamo) diventare un appuntamento fisso del prossimo autunno. Sulle prime si è quasi disorientati dalla novità della proposta. Sembra d’essere in un aula in cui sia in corso una autogestione. Al posto del professore occhialuto a spiegare le cariche positive e negative c’è un vee-jay, il simpatico Alex Braga. A fargli da assistenti negli esperimenti scientifici c’è una banda di scalmanati che sfoggiano pettinature rasta, pantaloni a vita bassa e t-shirt d’ordinanza. Per di più la lezione è arricchita da cartoni animati e rapidissimi tagli di montaggio in stile videoclip, suoni assortiti e incursioni accelerate in stile Iene. Lo schermo viene bersagliato da scritte che forniscono informazioni supplementari: dalla longitudine e latitudine del luogo delle riprese ai titoli delle canzoni che si ascoltano. In una tale sarabanda di suoni, colori e parole la scienza sembrerebbe l’ospite sopportato. Ed invece tutto si tiene. Come in un Art attack da teenager qui si apprendono i misteri dell’effetto centripeto e dell’ elettromagnetismo con il sorriso sulle labbra e a passo di carica, con quel tocco di magia che appassiona la generazione Harry Potter. In un tentativo quasi estremistico, Hit science coniuga spettacolo e divulgazione, linguaggi giovanili e nozioni alte. L’esperimento riesce e la nostra tv per ragazzi fa un passo avanti.

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