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Cultura > Arte per l'ambiente

Help the Ocean

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

L’artista Maria Cristina Finucci ha prodotto l’installazione Help nei Fori di Roma per rappresentare il grido degli oceani, inquinati e violentati dalla plastica

Di notte e forse ancor più all’imbrunire i Fori a Roma sono uno spettacolo bellissimo. Le luci particolari di questa città da favola, amata e tradita, creano una atmosfera di magia che è difficile da definire. Così, dall’alto del Campidoglio, si getta lo sguardo sull’immensa area dell’antichità e si apre un mondo. Non è passato, è presente. Un mare di luci rosse forma una grande scritta: Help! Aiuto! Chi invoca aiuto? Sono gli oceani, inquinati, violentati per 16 milioni di kmq in ben 5 “isole” di plastica, a formare il secondo Stato più vasto nel pianeta. È l’Oceano – che gli antichi personificavano in un gigante barbuto – a chiedere soccorso, pena la morte degli esseri viventi in esso e di conseguenza, nello scadere degli anni, anche di noi uomini. Perché dall’acqua ci viene la vita.

Così l’artista Maria Cristina Finucci ha prodotto l’installazione Help: un insieme di gabbioni di rete metallica, messi a disposizione dal gruppo Maccaferri, rivestiti da un ricamo di 6 milioni di tappini di plastica colorati. Lo scopo è semplice: si vuole simulare un ritrovamento archeologico in un futuro non tanto lontano, che ribattezzerà la nostra come “l’era della plastica”. Se gli antichi ci hanno lasciato nel Foro la testimonianza di una civiltà di altissimo livello culturale ed umano, l’installazione ci mostra cosa lasceremo alle nuove generazioni: il pericolo, la morte, frutto di un egoismo di massa, dedito allo sfruttamento violento del pianeta.

Gli oceani sono in pericolo di morte, la nostra era ha avviato un processo di autodistruzione di cui l’installazione offre una decisa presa di coscienza. Illuminata da Enel X la gigantesca scritta si alza nel buio come un grido acuto che sommerge la bellezza dei Fori ed unisce passato presente e futuro nella necessità di conservare la terra alla vita. L’arte contemporanea – un progetto sostenuto dalla Fondazione Bracco – si apre al servizio del pianeta, coniugando nuove forme espressive con l’esigenza di un mondo da preservare dalla bruttezza dell’inciviltà, che è poi la morte.

Riproduzione riservata ©

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