Guida a Narnia

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Tempestivamente la San Paolo pubblica Il mondo di Narnia, in cui Andrea Monda e Paolo Gulisano non solo guidano alla lettura anche del kolossal cinematografico appena giunto nelle sale, ma molto di più introducono all’opera intera di C.S. Lewis, il grande studioso rnedievista e apologista cristiano (molto gradito e non per caso a calibri come von Balthasar, Karol Wojlyla e Joseph Ratzinger) oltre che autore famosissimo della saga fantascientifica di Perelandra e di quella fantastica di Narnia. E introducono in prospettiva alla preziosa amicizia dell’autore con J.R.R. Tolkien (il grande autore del Signore degli Anelli e del Silmarillion) raggiungendo l’orizzonte – questo è il pregio maggiore del libro – della pregnante sostanza cristiana delle loro narrazioni, volutamente dissimulata e nascosta nella fiction ma proprio perciò tanto più liberamente operante, come il Dio nascosto della Bibbia. Sia Monda, che è critico letterario e docente della religione cattodi lica a studenti universitari americani e liceali italiani, che Gulisano, medico-scrittore saggista con speciale conoscenza medievista anglosassone, sono competentissimi ed entusiasti specialisti dei due grandi autori citati, a cui hanno dedicato diversi volumi; e qui si alternano e si integrano (Monda con i primi cinque capitoli, Gulisano con i cinque successivi) ad analizzare e documentare l’uomo e l’opera che danno origine a Narnia, in uno stile svelto e preciso, godibile ma mai vago o sommario, e dividendosi bene il compito:Monda con una penetrante analisi letterario- religiosa di Lewis, e non solo di Narnia, e Gulisano stendendo un’accuratissima mappatura di quest’ultima, sempre nella trasparenza dell’intenzione cristiana che muove 1’immaginazione epico-fantastica. Lewis, convertito dall’ateismo soprattutto per opera dell’amico Tolkien, che gli rivelò la vocazione umana (anche letteraria) ad essere sub-creatori e cioè collaboratori di Dio, aveva preso molto sul serio il suo hobby fantastico, proteso dalla conquistata fede cristiana a riunire cielo e terra ovvero il soprannaturale – il soprannaturale fantastico e realistico del comune grande maestro G.K. Chesterton – e il razionale, proprio con le armi della fantasia non arbitraria ma sub e con-creatrice: In un certo senso (…) tutta la letteratura è comunque evasione: essa implica un temporaneo passaggio della mente da ciò che ci circonda realmente a cose solamente immaginate o pensate (…) La questione importante è verso cosa orientiamo la nostra evasione , allargando le nostre idee sull’estensione dell’esperienza possibile. Ed è nata così, accanto all’intensa pubblicistica testimoniale (L’abolizione dell’uomo, Sorpreso dalla gioia, I quattro amori) la fantasy misticocristiana culminata in Narnia. Dobbiamo rilevare che Lewis, come Tolkien si muoveva in anticipato accordo con la migliore riflessione teologica odierna (da Chenu a Salvarani a Gallagher), riscopritrice della tendenza fabulatoria anche del messaggio religioso – attenzione: non arbitrariamente inventiva, ma penetrante oltre la superficie della realtà – che, come alimenta la grande filosofia e letteratura da Platone a Omero, da Dante a Thomas More a Shakespeare a Milton, e poi a Verne, al Peter Pan di Barrie e all’Alice di Lewis Carroll, così anima sommuove potentemente e dal profondo la stessa Rivelazione biblica; tanto da far dire a Monda, con viva intuizione, che Lewis e Tolkien hanno realizzato come una glossa narrativa dello stesso Verbo evangelico. Ogni storia, per quanto breve, comincia, con la creazione e termina con il giudizio finale, aveva sentenziato il gran guru Chesterton; e così finisce anche la lunga Narnia, con il suo leone Aslan, corrispettivo fantastico di Cristo, che vince l’ultima battaglia a favore di tutti gli uomini (reali e fantastici) di buona volontà. E chiosa opportunamente Gulisano: Se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli. E nemmeno a Narnia. A. Monda, P. Gulisano, Il mondo di Narnia, San Paolo, pp. 186, euro 14,00.

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