Guerra in Ucraina: “abbiamo accolto in casa nostra una mamma con due figli”

Una storia di accoglienza e solidarietà di una famiglia di profughi ucraini vissuta in Slovacchia, tratta dal Vangelo del giorno.
Profughi Ucraina
(Foto: Pixabay)

“Dacché c’è la guerra in Ucraina siamo stati coinvolti nella raccolta di cibi e vestiario e nell’accoglienza dei profu­ghi. In parrocchia è iniziata anche una catena di preghiere per la pace. Noi abbiamo accolto una mamma con due figli. Per la lingua, sulla base del ceppo slavo, non ci sono stati problemi, an­che se l’inglese è quasi un esperanto…

Ma come organizzare la vita a persone completamente disorientate? In fami­glia siamo già in cinque e per gli ospiti abbiamo chiesto aiuti a parenti e amici. Si trattava di organizzare anche gli spa­zi, un’esperienza mai fatta. Dopo i primi giorni, facili per la novità ma difficili per il resto, abbiamo notato nei nostri figli, tutti adolescenti, un senso di responsa­bilità che prima non avevano mostrato: aiuto nelle faccende domestiche, fare la spesa, accompagnare dal medico qual­cuno, insegnare qualche parola slovac­ca, cucinare, stirare…

Il dolore dei nostri ospiti è la sospensione, la mancanza di orizzonte. È un dolore sordo che ci aiuta a vivere meglio la nostra fede e a trasfor­marla in carità sempre nuova”.

J. e K. – Slovacchia

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