Groenlandia: dal dialogo l’indipendenza

Igloo d’acciaio per un utilizzo turistico immediato in un hotel della Groenlandia. Mancherà la poesia dei tradizionali igloo di ghiaccio, ma rappresentano emblematicamente il salto nel nuovo che questo Paese artico sta compiendo con l’avvio della sua indipendenza dalla Danimarca.

 

Con l’entrata in vigore dello statuto di autonomia, approvato nel referendum del novembre scorso, l’idioma degli eschimesi inuit, il kalaalisut, diventa lingua ufficiale e ai groenlandesi è riconosciuto il diritto alla gestione delle risorse di questa terra coperta quasi interamente di ghiacci, ma dal sottosuolo ricco di petrolio, gas, oro e uranio.

 

Con un territorio grande tre volte la Francia, la Groenlandia è popolata da appena 57 mila abitanti: troppo pochi per garantire il funzionamento di un Paese moderno. Rimangono perciò ancora per un certo tempo a gestione danese la sicurezza, la politica monetaria e quella estera. Questa condivisione, però, promette bene, perché l’autodeterminazione non è stata ottenuta con lotte e sacrifici, ma col dialogo e il rispetto reciproco fra Groenlandia e Danimarca.

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