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Italia > Tendenze

Gli “Ecomori” contro lo spreco del cibo

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova

Sono volontari profughi e richiedenti asilo che, alla chiusura del mercato di Porta Palazzo a Torino, raccolgono dai banchi gli avanzi che altrimenti andrebbero buttati per distribuirli gratis ai bisognosi

Nel cuore di Porta Palazzo a Torino, uno dei mercati più grandi in Europa, è nata nel 2016 “Ecomori”, un’iniziativa per promuovere la raccolta differenziata e distribuire gratuitamente gli avanzi di frutta e verdura recuperati dai banchi. L’idea è venuta a Paolo Hutter, giornalista e fondatore dell’associazione “Eco dalle città”, portale che si occupa principalmente di notizie attente all’ambiente, che ha deciso di unire la parola “ecologia” a “mori” che in dialetto piemontese significa “neri”, dando vita ad un gruppo di lavoro attento allo spreco alimentare.

Inizialmente il progetto nasce per sostenere la raccolta differenziata ed evitare che a fine giornata, il cibo invenduto del mercato, venisse raccolto e buttato insieme al resto dei materiali. Quando Hutter e gli altri volontari si sono accorti che quello stesso cibo veniva raccolto da terra dalle persone in difficoltà, si è sviluppata l’idea di unire all’attenzione verso la differenziata, quella nei confronti del prossimo. Così sono stati coinvolti nuovi ragazzi e i protagonisti dell’iniziativa sono diventati i volontari profughi e richiedenti asilo che ogni giorno indossano la pettorina arancione con scritto “sentinelle dei rifiuti” e passando tra i banchi in chiusura del mercato si occupano di recuperare tutta la frutta e la verdura invenduta, perché magari troppo matura e un po’ ammaccata e che quindi andrebbe buttata.

Grazie all’aiuto dei commercianti, che ormai riconoscono i ragazzi, ogni giorno vengono riempite decine di cassette che poi sono posizionate alla fine del mercato dove inizia la distribuzione. Ad affollarsi intorno ai ragazzi ci sono persone bisognose ma anche famiglie che hanno deciso di andare contro lo spreco alimentare, così ogni giorno centinaia di chili di cibo, che altrimenti sarebbero finiti nella spazzatura, vengono ridistribuiti con lo scopo anche di aiutare le persone con maggiori difficoltà economiche e che in questo modo non sono obbligate ad elemosinare un pasto ma possono scegliere gli ingredienti che preferiscono.

Fortunatamente gli Ecomori non sono l’unico gruppo al lavoro in Italia, avevamo parlato anche di Recup, l’associazione nata a Milano proprio per il recupero e la ridistribuzione degli avanzi, con la speranza che iniziative simili possano formarsi in altre città.

Riproduzione riservata ©

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