Gli altipiani della santità

“Non c’è niente di cui l’uomo ha così bisogno come della misericordia divina, questo amore benigno, compassionevole, che eleva l’uomo verso gli altipiani della santità di Dio”. Così il papa, indicando la medicina ai mali di cui soffre l’umanità in questo momento tragico della sua storia. Ma la più completa illustrazione al riguardo l’ha data nella enciclica Dives in misericordia dove, prendendo spunto dalla parabola del figliol prodigo, definisce la misericordia come quell’amore che, chinandosi su ogni miseria morale o fisica, è capace di rivalutare, promuovere e trarre il bene da tutte le forme di male esistenti nel mondo e nell’uomo. Un amore, quello di Dio, dai connotati “materni”: ciò che è parso una novità a qualcuno poco familiare con la Bibbia e con l’esperienza dei santi. A dire il vero, anche il cristiano più convinto deve “purificare” continuamente il suo modo di pensare Dio, tanto è radicata in lui, a volte, l’idea del “giudice” capace di intimorire ma non di farsi amare. Non per niente la storia della chiesa è punteggiata di interventi soprannaturali nei quali Cristo stesso corregge tale immagine distorta. E non per niente è proprio dallo sconvolgente incontro col vero volto di Dio che prende le mosse ogni “rinascita” nello Spirito. La misericordia, dunque. Dono a disposizione di chiunque sappia accoglierlo con un atto di confidenza senza limiti, come pure dono da offrire ai propri simili. Da dove il papa ha colto l’incentivo per trattarne in questa che è una delle sue più ispirate encicliche? Non molti lo sanno: dal messaggio spirituale di un’umile e illetterata suora polacca favorita da singolari esperienze mistiche: suor Faustina Kowalska (1905-1938), da lui canonizzata durante il grande giubileo del 2000. Tale messaggio è anche l’anima del movimento popolare che, muovendo i primi passi già durante la vita terrena di santa Faustina, ha avuto sviluppi al di là di ogni previsione umana, tanto da comprendere oggi milioni di persone con varie vocazioni in tutto il mondo. Inizialmente la religiosa pensava che Gesù, di cui lei riportava fedelmente le parole in un Diario, volesse la fondazione di un nuovo ordine (faceva parte, infatti, delle suore della Beata Vergine Maria della Misericordia), per cui redasse anche una traccia di regola e, insieme al suo padre spirituale, don Michal Sopoc´ko, cercò le persone che ne avrebbero fatto parte e il luogo in cui ospitarle. Presto però le fu chiaro che ciò che interessava al Signore era una grande opera ecclesiale che avrebbe abbracciato consacrati e laici. Il suo esordio avvenne negli anni del secondo conflitto mondiale, quando profughi e soldati dell’armata polacca iniziarono a diffondere in molti paesi il messaggio di speranza tramandato dalla religiosa, il cui segno visibile era l’immagine di Gesù Misericordioso. Paradossalmente furono proprio le difficili condizioni di vita e le grandi migrazioni di gente di quel periodo tremendo a favorirne la diffusione a largo raggio. Nel 1959 questo sviluppo spontaneo subì una battuta d’arresto in seguito alla necessità, da parte della Santa Sede, di studiare il fenomeno. Il periodo di riflessione, durato 19 anni, risultò provvidenziale: infatti per disposizione del card. Karol Wojtyla, allora metropolita di Cracovia, fu effettuata una approfondita analisi degli scritti di suor Faustina, in vista della sua beatificazione, avvenuta nel 1993. Col risultato, insieme alla successiva ricerca teologica, di porre solide fondamenta per il culto legato alle rivelazioni da lei ricevute. A partire dal 1978 assistiamo ad una rinnovata fioritura, grazie soprattutto alla pubblicazione della ricordata enciclica, alla beatificazione e successiva canonizzazione di suor Faustina, nonché alla visita del papa nel nuovo santuario di Cracovia-L/ agiewniki, centro irradiante del messaggio tramandato dalla religiosa polacca. Dal 2001 tutta la chiesa celebra nella seconda domenica di Pasqua la festa della Divina Misericordia. Lo ha stabilito Giovanni Paolo II per realizzare una richiesta fatta alla Kowalska da Cristo stesso, che a tale ricorrenza legava la promessa: “In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene”. Oggi il “Movimento apostolico della Divina Misericordia” è presente in tutto il mondo, oltre che in Polonia: dagli Stati Uniti alle Filippine, all’Inghilterra, alla Slovacchia, alla Germania, alla Cina, al Madagascar, all’Australia, al Sud America. È possibile partecipare sia come gruppi, associazioni e comunità sotto la guida di congregazioni religiose, di sacerdoti diocesani e di laici, sia anche come singoli fedeli che ne condividono lo spirito. A cosa si deve questa straordinaria espansione? Certo ai mezzi popolari rappresentati da preghiere semplici e dalle immagini di Gesù Misericordioso, facili da diffondere in milioni di esemplari; come pure agli impegni evangelici, accessibili a tutti. Ma soprattutto si spiega con l’appagamento di un’esigenza primaria dell’uomo: trovare una soluzione all’inquietudine che l’attanaglia davanti ai problemi fondamentali dell’esistenza. Chi sa di essere amato, immensamente amato da Dio, ritrova in sé le migliori energie con cui dare il suo contributo alla chiesa e alla società, e al tempo stesso si sente capace di raggiungere “gli altipiani della santità”. DAL DIARIO DELLA KOWALSKA La Kowalska è stata una delle più grandi (e nascoste) mistiche del nostro tempo. Da religiosa soggiornò a Cracovia, Plock e Vilnius, svolgendo mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia. Quanto grigia la sua vita esterna, tanto ricca la sua esperienza spirituale. Ne è testimonianza il Diario da lei scritto per volere di Cristo stesso. Da questo eccezionale documento sono tratte le seguenti parole rivolte dal Signore a colei che usava chiamare “mia segretaria”. L’umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla mia misericordia. Penetra nei miei segreti e conoscerai l’abisso della mia misericordia verso le creature e la mia bontà insondabile e questa farai conoscere al mondo. Esigo da te atti di misericordia che debbono derivare dall’amore verso di me. Devi mostrare mis e r i c o r d i a sempre e ovunque verso il prossimo. Ti sottopongo tre modi per dimostrare misericordia verso il prossimo: il primo è l’azione, il secondo è la parola, il terzo è la preghiera. Le grazie della mia misericordia si attingono con un solo recipiente e questo è la fiducia. Le anime che diffondono il culto della mia misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante, e nell’ora della morte non sarò per loro giudice, ma salvatore misericordioso.

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