Giustizia e religione

«Nel campo-scuola della parrocchia ci hanno detto che dobbiamo mostrare apertura e rispetto per le altre religioni. Io penso, però, che se noi lasciamo costruire templi e moschee in Italia, ma poi all’estero noi non possiamo ottenere lo stesso rispetto e la medesima libertà, è meglio stringere un po’ anche qui. Non sarebbe giustizia più vera?». Luigi - Milano
Moschea Musulmani
Come per l’amore che è costitutivo del nostro essere e che non può dipendere dal fatto che altri a loro volta ci amino, così è per la giustizia. Si ama perché liberamente vogliamo amare, non per interesse; si è giusti perché siamo fatti per esserlo, non perché altri lo sono. Il fatto che alcuni valori tipici dell’umanità non siano negoziabili, ma che chi li comprende capisce che sono da viversi, sottolinea ancor di più la loro importanza. Non hanno prezzo.

Permettere a ciascuno di professare le sue idee e il suo credo, controllando ovviamente che ciò non venga fatto a danno di altri, è giustizia. Senza di essa non è possibile costruire rapporti veri. Se poi quelli a cui diamo ciò che è loro diritto, non lo offrono a noi, manca l’aspetto importante della reciprocità, ma non è motivo per farci tornare indietro.

Se, inoltre, guardiamo bene, la tua domanda divide il mondo in “squadre” per cui se un giocatore ti fa qualcosa è tutta la squadra che lo fa. In verità noi non ci troveremo mai a dare qualcosa ad una popolazione, ma a singoli o gruppi che incontreremo e che spesso non condividono nemmeno quello che altri, della stessa cultura, Paese o religione fanno o pensano.

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