Giulia non esce la sera

Dopo alcuni anni di silenzio, Giuseppe Piccioni è tornato con un nuovo film, anche questo sommesso nel tono, eppure assai drammatico. È frutto della sua attenta osservazione della società contemporanea, nella quale molti riescono a restare a galla senza avere forti motivazioni, in una generale mancanza di responsabilità. Vi racconta l’incontro di due persone che soffrono di simili carenze di idealità.

Giulia (una matura Valeria Golino, asciutta e sola) di giorno lavora come istitutrice di nuoto, ma la sera deve tornare in prigione, essendo in libertà vigilata. Sente nostalgia della figlia, che aveva abbandonata, e riesce a spiarla a distanza, senza comunicare con lei. Vive come sott’acqua, abbondantemente presente nel film come simbolo: in essa si osserva e si sente, senza poter parlare, e ci si muove, non visti da chi vive nel mondo.

Guido (Valerio Mastrandrea, con una costante espressione spaesata) è scrittore in crisi d’ispirazione; e i personaggi delle sue storie sono, solo inizialmente, spinti da passioni, delle quali egli avverte in sé il sorgere, senza la possibilità di sentirle progredire.

Il vuoto esistenziale, poco alla volta, si afferma come il sentimento dominante. E l’amicizia tra le due persone è debole, né l’una è in grado di aiutare l’altra. Ci sono, anche, due adolescenti descritti con un pizzico di umorismo: la figlia di lui ed il suo ragazzo, che si atteggiano entrambi a modi e idee più grandi di loro. C’è, poi, la figlia di Giulia, la cui sensibilità ferita è il risultato amaro del tradimento dell’amore materno e della propria rigida incapacità di perdonare.

Giulia non esce la sera espone con obiettività questi vari atteggiamenti, senza giudicarli, con il pregio di far intuire, in maniera sottile e senza usare accenti esasperati, la tragicità di quelli più gravi e mostrando come la vita possa svuotarsi di valori fino a un punto di non ritorno.

Regia di Giuseppe Piccioni; con Valeria Golino, Valerio Mastandrea, Sonia Bergamasco, Domiziana Cardinali, Jacopo Domenicucci. Raffaele Demaria

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