Giovani: i protagonisti di un mondo in movimento

La classe dirigente deve dare spazio alle nuove generazioni, che devono collaborare con le altre classi d'età, in cerca di un futuro migliore. Le partite aperte sono tante, dall'ambiente alla necessità di cambiare paradigma dopo la pandemia.

I giovani possono diventare protagonisti del cambiamento dopo la pandemia. La loro forza è nello stare insieme e diventare motori di trasformazione del sistema attuale. Papa Francesco ne ha intuito le potenzialità: «Non bastano i like per vivere: c’è bisogno di fraternità, c’è bisogno di gioia vera. Proprio ai giovani vorrei che si prestasse attenzione. Sono le vittime più fragili di questa epoca di cambiamento, ma anche i potenziali artefici di un cambiamento d’epoca. Non sono l’avvenire, sono il presente, ma protagonisti dell’avvenire».  Per questo è importante favorire la creazione di comunità di giovani leader changemaker.

Crede nei giovani il Presidente Mattarella: «I doveri verso i giovani, a cui passeremo il testimone della vita, sono ineludibili. Si presenta una nuova generazione che è pronta, chiede spazio ed ha voglia di impegnarsi. Ai giovani vorrei chiedere impegnatevi nelle sfide nuove, a cominciare da quella della sostenibilità e della transizione verso un Pianeta fondato sul rispetto dell’ambiente e delle persone».(Quirinale, 2 giugno 2021). Così Mattarella si è rivolto ai giovani nel discorso di fine anno: «L’Italia dispone delle risorse necessarie per affrontare le sfide dei tempi nuovi. Pensando al futuro della nostra società, mi torna alla mente lo sguardo di tanti giovani che ho incontrato in questi anni. Giovani che si impegnano nel volontariato, giovani che si distinguono negli studi, giovani che amano il proprio lavoro, giovani che – come è necessario – si impegnano nella vita delle istituzioni, giovani che vogliono apprendere e conoscere, giovani che emergono nello sport, giovani che hanno patito a causa di condizioni difficili e che risalgono la china imboccando una strada nuova. I giovani sono portatori della loro originalità, della loro libertà. Sono diversi da chi li ha preceduti. E chiedono che il testimone non venga negato alle loro mani».

«Alle nuove generazioni – ha aggiunto il Capo dello Stato – sento di dover dire: non fermatevi, non scoraggiatevi, prendetevi il vostro futuro perché soltanto così lo donerete alla società. Vorrei ricordare la commovente lettera del professor Pietro Carmina, vittima del recente, drammatico crollo di Ravanusa. Professore di filosofia e storia, andando in pensione due anni fa, aveva scritto ai suoi studenti: “Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non adattatevi, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego: non siate mai indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare…”».

I giovani Changemaker sono tra noi e vanno aiutati a mettersi in rete. In particolare, un sistema economico “ecologico” ha bisogno di laureati “sociali”, aperti al volontariato ed al Terzo settore. Abbiamo bisogno di giovani attenti alle povertà ed alla salute del Pianeta. Gli anziani devono allearsi con loro anche perché sono quelli che pagheranno il prezzo più alto per i debiti della pandemia del 2020 e per la transizione ecologica entro il 2050. Il cambio di paradigma è nelle mani dei giovani e delle donne in particolare, soggetti creativi ed inclusivi dopo anni di sperperi e cattiva politica. Il capitale umano dei ragazzi dovrà avere un ruolo attivo e propulsivo verso un nuovo modello di sviluppo equo e sostenibile.

Si tratta di una sfida storica: scendere da un treno che viaggiava ad alta velocità verso il disastro per prendere la direzione di una economia civile, fondata sul terzo pilastro della comunità e di consumi eco-compatibili. Dal Cop26 di Glasgow deve partire un cambiamento di stili di vita ed un compromesso storico tra Paesi per evitare il surriscaldamento del Pianeta. I giovani con Greta ed altre sono le sentinelle critiche della “rivoluzione verde”. In sostanza, l’etica dovrà entrare nei comportamenti dei giovani, negli acquisti, ad esempio di cibo e di abiti, per mettere al centro Persone, Pianeta e Prosperità, al posto del mercato sregolato. Non mancano neppure giovani visionari in un mondo in movimento.

Diverse forze stanno sradicando le persone dai loro territori plasmando il destino dell’umanità, afferma Paragh Khanna, in Il movimento del mondo, Fazi editore, 2021. Il lockdown ha bloccato miliardi di persone per lunghi mesi. Ora però sono tante le forze che spingono le persone a muoversi: cambiamenti climatici, crisi economiche, rivoluzione tecnologica, carenza di manodopera, sconvolgimenti politici. Sono potenti forze globali che porteranno milioni di persone a migrare nei prossimi trent’anni. Sarà un’epoca di cambiamenti radicali. Quale sarà la mappa futura della geografia umana? Dove vivranno i nostri figli e nipoti nel 2050 – 2070? L’umanità, dopo la rivoluzione agricola ed industriale, è alle soglie di una terza rivoluzione, quella della mobilità e della sostenibilità?  Le persone si sposteranno verso risorse, tecnologie avanzate ed ambientali, luoghi vivibili per il cambiamento climatico. L’economia e la società del futuro subiranno trasformazioni radicali. Per questi motivi il sistema politico deve mettere i giovani, la scuola, l’università e la ricerca al centro dell’agenda politica. Le cose non vanno in questa direzione al momento attuale: «Questa è una società che si preoccupa dei giovani, ma non se ne occupa. Penso anche alla politica centrale, perché in Italia ci sono due milioni di giovani che hanno terminato la scuola e che non trovano lavoro. Quindi chiediamo di prendere coscienza che l’Italia non può essere fanalino di coda degli investimenti per l’istruzione, la cultura e la formazione». (don Luigi Ciotti, Pisa 2019).

La classe dirigente del nostro Paese deve fare spazio ai giovani talenti, innovandosi al suo interno, e in tutti i campi della società. Scuola, università di qualità, ricerca, servizio civile europeo, Corpo europeo di solidarietà, lavoro per i giovani, soprattutto nella Pubblica Amministrazione da rinnovare: tutto ciò significa Next Generation UE in un mondo in movimento.

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