Giovani appassionati di cittadinanza

Dopo Milano e Crema, aperta a Mantova la terza scuola di partecipazione della Lombardia.
Alcuni partecipanti all'inaugurazione della scuola di partecipazione di Mantova

Domenica 18 marzo la Gazzetta di Mantova, nelle pagine centrali riporta due notizie singolari: su una pagina lo stucchevole “trionfo” di un partito che ha visto passare fra le sue fila il capogruppo in consiglio comunale di un altro partito. Nella pagina opposta la notizia dell’apertura della scuola di partecipazione per i giovani under 30. Milano città, poi Crema e ora Mantova: da settembre a marzo in Lombardia sono nate tre scuole di cittadinanza, con una ventina di giovani per corso. Sessanta studenti, poco più che ventenni, che in tre angoli della Lombardia hanno deciso di “capire meglio”, un impegno che potrebbe diventare tra qualche anno quello di servire le persone attraverso le istituzioni.
«La scuola di Mantova non è nata a caso – racconta Fausto Dall’Olio, uno degli animatori della nuova iniziativa –. Circa trenta anni fa, condividevo con altri l’impegno politico e ci incontravamo con regolare frequenza, per trovare così le motivazioni del nostro impegno. Successivamente, quasi tutti abbiamo ricoperto ruoli significativi nelle amministrazioni comunali: chi come consigliere comunale, chi come assessore, sindaco e, successivamente, come nel mio caso, anche come segretario provinciale di un partito. Già da allora, per la diversità di appartenenza politica, ci siamo allenati a mitigare il nostro linguaggio nel mutuo e reciproco rispetto per non “ferire” l’avversario politico. Abbiamo condiviso periodi di sofferenza. Alcuni di noi hanno assunto nuovi impegni, altri hanno continuato a restare in politica maturando esperienze e ampliando la sfera di conoscenze che hanno gradualmente portato a fare nascere la scuola di partecipazione».
 
I corsi si tengono presso l’università, un modo per dare prestigio alla scuola di partecipazione, e a sua volta anche l’università ne avrebbe tratto vantaggio perché avrebbe affiancato alle facoltà “tecniche” anche un corso di indirizzo “umanistico”. «Ho contattato il presidente, il vice presidente e il direttore della Fondazione università di Mantova – spiega Dall’Olio –. Ricordo che in quell’occasione sembrava stessero aspettando questa proposta da sempre e, quando ho riferito che la scuola era nata da un’idea di Chiara Lubich, il presidente ha detto: “Chiara Lubich è una garanzia”. Il presidente ha incaricato il prof. Prandi di esaminare il materiale riguardante il progetto della scuola. È stato colpito dai contenuti».
Cosa può dare a Mantova questa scuola ce lo dice ancora Fausto: «Ho ringraziato l’ex senatore Grazioli per la sua partecipazione alla giornata inaugurale e mi riferiva: “Erano alcuni decenni che non sentivo così tanta bella gente parlare di argomenti così profondi e valoriali. Siete stati coraggiosi, avete fatto bene a dare questa opportunità ai giovani. Credo che se questi giovani sapranno attingere dalla scuola la voglia di impegnarsi e la fedeltà ad un impegno coerente e di donazione, avremo conseguito i risultati e gli obiettivi per cui è nata la scuola».
 
La scuola di Milano è stata la prima a nascere in Lombardia. A metà ottobre, venti giovani hanno dato inizio in via Rovigo alle lezioni. Tanto entusiasmo e tanta voglia di fare sul serio per cercare di dare un contributo positivo alla stanchezza che regna nel campo dei partiti.
A inizio novembre i giovani di Crema si sono trovati carichi di desiderio di lavorare per la città senza steccati ideologici, ma di costruire insieme quella fraternità che potrebbe governare ogni rapporto umano. Ora comincia l’avventura a Mantova.
«Quello che più impressiona circa la nascita di tre scuole di partecipazione nella nostra regione – dice Susanna Mattarelli, presidente del Movimento politico per l’unità regionale –, credo sia il fatto che questi giovani, ma anche tanti altri che non si sono ancora iscritti, hanno visto degli adulti che credevano nell’impegno per la città. Che nonostante i tanti mali della politica, erano e sono disposti a vivere perché l’idea del servizio al bene comune possa ritornare la base dell’agire di ogni uomo. L’incontro con alcuni adulti del Movimento politico per l’unità è stata la molla che ha fatto nascere l’idea di queste tre scuole nella nostra regione, dove di certo non mancano le occasioni culturali e sociali, ma dove forse proprio per questo si è sentita l’esigenza di un’esperienza più vera».

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