Giorgia Meloni a Bruxelles

La nuova premier italiana, nel suo primo viaggio all'estero, ha incontrato i vertici delle istituzioni europee
Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, a destra, saluta il primo ministro italiano Giorgia Meloni presso la sede dell'Ue a Bruxelles, giovedì 3 novembre 2022. Foto: AP/Virginia Mayo

Il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, si è recata a Bruxelles per incontrarsi con i vertici delle istituzioni dell’Unione europea (Ue). Nota per il suo nazionalismo, Meloni ha invece attenuato la sua retorica anti-europea nelle ultime settimane, ottenendo un cordiale benvenuto dai vertici delle istituzioni stesse. Ella ha enfatizzato il fatto che ha voluto «organizzare qui a Bruxelles la prima visita istituzionale del governo per dare il segnale di una Italia che vuole partecipare, collaborare e difendere l’interesse nazionale dentro alla dimensione Ue insieme agli altri Paesi».

L’obiettivo di Meloni era quello di «dare il segnale di un’Italia che ovviamente vuole partecipare, collaborare e difendere il proprio interesse nazionale, facendolo all’interno della dimensione europea, cercando le migliori soluzioni insieme ad altri Paesi», oltre che ottenere alcune concessioni fiscali dall’Ue in considerazione del fatto che il governo italiano si prepara ad aumentare il disavanzo di bilancio per il 2022.

Ma Meloni ha anche adottato una posizione combattiva nei confronti di Bruxelles, chiedendo modifiche all’accordo da 200 miliardi di euro, sostenendo che la situazione attuale è molto diversa da quando è stata accordata per la prima volta, cosa che la Commissione europea ha già affermato che difficilmente consentirà. In patria, Meloni ha anche addossato all’Ue alcuni dei problemi del Paese, come l’inflazione e l’immigrazione illegale, e si è spinta a descrivere Bruxelles come un usuraio.

La principale richiesta di Meloni è stata, quindi, quella di intraprendere maggiori sforzi congiunti dell’Ue per far fronte ai costi energetici, seguendo le orme dell’ex primo ministro italiano Mario Draghi. Considerando che l’Italia deve ricevere circa 200 miliardi di euro dall’Europa, questo la rende il maggior beneficiario tra gli Stati membri del pacchetto post-COVID da 806,9 miliardi di euro. L’erogazione dei fondi è però condizionata da alcuni traguardi negoziati con il predecessore di Meloni, appunto Mario Draghi.

A seguito del primo incontro, Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo, ha dichiarato che «l’Italia ha sempre avuto un ruolo centrale nell’UE», ribadendo che oggi «più che mai – con l’invasione russa dell’Ucraina, prezzi dell’energia alle stelle e inflazione in aumento – dobbiamo rimanere uniti», perché «siamo più forti se stiamo insieme».

Nel secondo incontro del pomeriggio, Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha ringraziato Giorgia Meloni per il forte segnale inviato scegliendo Bruxelles per il suo primo viaggio all’estero come primo ministro, osservando che «è stata una buona occasione di confronto su questioni critiche che vanno dal sostegno all’Ucraina, dall’energia, al Next Generation EU e alle migrazioni».

Nell’ultimo incontro, con Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo, Meloni ha ribadito la necessità di dare il prima possibile concretezza alla soluzione sulla crisi dell’energia e sul tetto del gas. I due, inoltre, hanno parlato «di flussi migratori, della richiesta italiana di un cambio punto di vista», osservando che «la priorità per noi diventa una priorità che è già prevista nelle normative europee, che è la difesa dei confini esterni».

La premier italiana ha anche avuto un pranzo informale con Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, un incontro piacevole e doveroso durante il quale sono state affrontate a 360 gradi tutte le emergenze del momento, dal Pnrr all’energia, dalla guerra in Ucraina alle nuove regole del patto di stabilità.

Meloni ha manifestato la sua contentezza del clima che ha trovato a Bruxelles, osservando che «probabilmente parlare con le persone direttamente può aiutare a smontare una narrazione che è stata fatta sulla sottoscritta, e sul governo italiano», rilevando che nella capitale europea «hanno visto che non siamo marziani e ho trovato orecchie disponibili, la priorità è difendere i confini esterni dell’Ue». Inoltre, ha aggiunto, «da un punto di vista personale e umano, c’è stato uno scambio molto franco e positivo». Meloni ci ha tenuto a ribadire che «non siamo dei marziani, ma delle persone in carne e ossa», persone «che spiegano le loro posizioni e mi pare che dall’altra parte ci fossero persone che avevano voglia di ascoltare».

Del resto Bruxelles è a disagio per le promesse della campagna elettorale di Meloni incentrata su tagli alle tasse e maggiore spesa sociale, temendo l’instabilità finanziaria in Italia mentre l’Europa è in preda ad una nuova recessione e l’Italia, terza economia del continente, gioca un ruolo chiave nel continente europeo. Il Ministero del Tesoro ha previsto una contrazione economica fino al secondo trimestre del 2023, che renderà difficile proteggere i consumatori dall’impennata dei prezzi dell’energia.

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