Il gesto della piccola Nguyen Hai An

In mezzo alle solite notizie, ogni tanto fa capolino una buona notizia che ci dà luce e speranza. Stavolta, una bambina che dona le sue cornee. In un Paese che non ha la tradizione di donare organi

Due giorni che per informarmi passo i vari siti nazionali ed internazionali trovando solo una miriade di fake news, notizie false (ormai si riconoscono facilmente), o notizie che trasudano odio, sopraffazione, porno, potere e chi più ne ha più ne metta. Resta un senso di amaro… Poi una luce: apro il VN Express e trovo una notizia che commuove l’anima e dona speranza. Una bambina del Paese dove vivo, il Vietnam, di soli 7 anni, Nguyen Hai An, d’accordo con la mamma, decide di dare le sue cornee, prima di morire di tumore al cervello.

Una storia che sta scuotendo tutto il Paese, per niente abituato a questo tipo di gesti. La bimba si era ammalata nel settembre dello scorso anno e viveva con la sua famiglia nel Nord del Paese. Due persone hanno potuto riacquistare la vita grazie a questo gesto eroico, come è stato definito: una signora di 73 anni, affetta da una patologia grave alle cornee e un uomo di 42 anni affetto da malattia congenita che lo aveva reso cieco da circa 8 anni. I medici al National Hospital of Ophthalmology, dopo un’operazione di circa 30 minuti effettuata sulla piccola Hai An, hanno potuto impiantare le cornee agli altri due pazienti e le reazioni dei pazienti, fino ad oggi, non manifestano rigetto. La bimba, si è poi spenta dopo pochi minuti. Giovedì scorso per l’esattezza, lasciando un esempio, una vera scia di luce per tutto il Vietnam.

La famiglia della piccola Hai An voleva donare tutti gli organi perché fossero impiantati in altri pazienti, ma la legge vietnamita permette, a coloro che sono sotto i 18 anni, di poter donare solo le cornee. «Piccola, diamo ad altri la possibilità di vedere», ha detto la mamma di Hai An, baciando sulla fronte la bambina, ancora viva nel letto d’ospedale, come ha comunicato il direttore della banca delle cornee dell’ospedale, Nguyen Huu Hoang, che ha assisto alla scena: «Quel bacio sulla fronte della bimba è stata la scena più commovente che ho mai visto».

Dopo l’operazione, la mamma ha detto alla piccola: «Sono fiera di te». Durante la degenza in ospedale, in modo sereno e calmo, mamma e figlia avevano potuto parlare di questa donazione e pianificare il tutto: erano rimaste scioccate dalle molte persone in attesa di organi e volevano fare qualcosa, almeno per qualcuna di loro. La piccola Hai An era d’accordo con la mamma, per far felice altri con i suoi occhi ed anche con tutti i suoi organi, se fosse stato possibile. «Ho speso tanto tempo parlando con mia figlia sulla morte, e lei crede che ci rivedremo in Cielo», ha detto la mamma ai cronisti. Il gesto di questa famiglia ha conquistato tutto il paese.

Il ministro della Salute, Nguyen Thi Kim Tien, ha mandato una nota per il giorno dei funerale: «Hai fatto un gesto incredibile», ha scritto rivolto alla piccola Hai An. Il ministro Tien è stata la prima a firmare per donare i suoi organi nel 2015, diventando il primo politico in Vietnam a essere registrato e aver la possibilità di essere chiamato per alleviare le sofferenze di altre pazienti.

Un fatto importantissimo, in un Paese dove le persone credono che si abbia bisogno di tutti i loro organi per la vita dopo la morte, per la reincarnazione. Soltanto 1.500 organi sono stati impiantati dal 1992, secondo i dati del ministero della Sanità. E ci sono più di 16.000 pazienti che soffrono di cuore, reni, fegato e polmoni e più di 6.000 ciechi in attesa di donatori. L’ospedale National Hospital of Ophthalmology ha ad esempio una lista di attesa di circa mille pazienti. E la banca degli organi non ha risorse, avendo ricevuto soltanto 400 donazioni negli ultimi 10 anni. Il più giovane è stato ancora un bambino, di 6 anni, dalla provincia di Ninh Binh, vicino ad Hanoi, morto per le conseguenze di un incidente stradale, 7 anni fa.

Non ci sono solo bombe al fosforo in questo mondo, non tutto è perduto. Siamo ancora capaci di amare.

 

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