Genova Una voce chiara

Ricordare il messaggio che Chiara Lubich aveva lasciato alla città di Genova in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, nel dicembre del 2001. Rileggerlo alla luce degli avvenimenti di questi ultimi sette anni, per renderlo ancora più efficace e stimolante. È stata questa l’intuizione di Claudio Montaldo assessore alla salute della Regione Liguria, nel promuovere il convegno al Palazzo ducale dal titolo Chiara Lubich cittadina di Genova, cittadina del mondo. Quasi un desiderio: quello di offrire una boccata d’ossigeno a chi governa schiacciato quotidianamente dai tanti problemi che si riversano sulla gestione della cosa pubblica e an- che fare memoria della sua figura di grande donna del Novecento a pochi mesi dalla sua morte. Il Salone del maggior consiglio è gremito di persone, altri seguono collegati nella sala attigua. A prendere la parola sono il sindaco Marta Vincenzi che ricorda quegli ideali di Chiara che non possono essere risolti dalla politica e neppure dall’economia tradizionale, ma dalla fratellanza universale cercata e perseguita con passione e radicalità per mettere insieme gli uomini e superare le diversità. Chiara donna straordinaria, come straordinarie sono state altre donne di Genova, da santa Caterina a santa Virginia, la duchessa Galliera e tante altre che hanno fatto di Genova una città nella quale il volontariato è una cifra forte. Per il presidente della Provincia, Repetto, il messaggio lasciato da Chiara è di una semplicità esaltante perché ha umanizzato il cristianesimo fino a concretizzarlo in realizzazioni di grande portata economica. Basti pensare al Consorzio di cooperative sociali Roberto Tassano: Abbiamo ancora bisogno di Chiara – conclude – perché i rapporti umani siano sempre abbelliti dall’amore . Il presidente della Regione Burlando vede nel messaggio di Chiara l’insegnamento della necessità di equilibrio tra mercato e valori umani. Una grande ovazione accoglie il cardinale Angelo Bagnasco che non fa mancare il suo saluto caloroso e l’incoraggiante invito a continuare a vivere l’insegnamento lasciato da Chiara. Parla del Vangelo che affascina e corrisponde alle esigenze di ogni uomo in ogni tempo. Ricorda che l’amore vero ha la sua radice profonda in Cristo crocifisso e che l’insegnamento di Chiara è stato per la Chiesa e il mondo una grande ventata di ottimismo. Un grappolo di tanti frutti belli e promettenti. Poi una confidenza dal cuore: La Chiesa conta su di voi, perché voi siete Chiesa; e aggiunge, da presidente della Conferenza episcopale: Vi porto la stima e la gratitudine di tutti i vescovi italiani. Infine, rivolto a Maria Voce, l’augurio di essere sempre una voce chiara. Michele Zanzucchi, direttore della rivista Città nuova, e Gennaro Iorio, sociologo dell’università di Salerno, offrono una lettura interessante e puntuale della dottrina sociale di Chiara, mentre Daniela, Cristina e Maria Chiara – tre figlie di Chiara – raccontano testimonianze sulla loro permanenza in Paesi di guerra. Tocca a Maria Voce concludere e raccogliere la Genova della politica e delle istituzioni e la Genova focolarina, desiderosa di accoglierla in questa città, dove l’ideale dell’unità ha intessuto nel tempo una fitta rete di rapporti costruiti sulla carità evangelica. Sono felice e onorata – esordisce Maria Voce – di poter rappresentare qui il Movimento dei focolari in questa cerimonia, per ricordare l’incontro di sette anni fa tra Chiara Lubich e la città di Genova e insieme a voi raccoglierne un’eredità che oggi vive e frutta più che mai. Un’eredità – prosegue – fatta di una inesauribile capacità di azione positiva dentro le difficoltà e le potenzialità di oggi e di una mistica profonda, l’esperienza di Dio-amore condivisa con tanti altri. Quale dunque la sua prospettiva futura? Mettere in moto un amore ancora più grande! Posso assicurarvi che il nostro movimento sarà a disposizione per contribuire alla realizzazione di questo obiettivo

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