Genitori e insegnanti

Durante un consiglio di classe della scuola elementare, le insegnanti si lamentavano delle famiglie. I genitori da parte loro si lamentano della poca attenzione che le maestre hanno per i figli. Ma è mai possibile che non si riesce ad andare d’accordo?. Una mamma di Verona I rapporti fra famiglia e scuola sono spesso oggetto di trattazione da parte degli specialisti, con indicazioni che spesso tendono a prendere le difese di una delle due istituzioni. Tuttavia penso che in qualsiasi rapporto ci sono sempre delle ragioni che vanno tutelate e che sia necessario che i soggetti del rapporto si mettano continuamente in discussione per acquisire sempre più competenze relazionali in grado di favorire la crescita reciproca. Le competenze relazionali sono il terreno entro il quale il bambino cresce e sviluppa le sue capadi cità. Occorre tener conto che il bambino sin dai primi anni di vita sperimenta la relazione con gli altri ed in particolare con i propri genitori, non solo come luogo di rassicurazione e di appartenenza, ma anche come spazio ove viene riconosciuta la sua originalità e differenza. In questo modo, l’appartenenza e individuazione permetteranno al bambino di sviluppare la propria identità in modo stabile e sicuro. Chiediamoci allora, quali sono queste competenze relazionali? quale beneficio portano? Esse sono la base di un linguaggio relazionale. Occorrerebbe presentare ognuna, ma mi soffermerò su due che ritengo fondamentali: Essere consapevoli delle proprie e delle altrui emozioni: significa essere in grado di leggere le proprie e altrui emozioni, al di là di quanto viene detto verbalmente. La capacità di gestire le emozioni presuppone il chiedersi: cosa sento, cosa sente l’altro?. Essere in grado di comprendere le intenzioni proprie e quelle dell’altro: rappresenta l’orientamento, la direzione e la volontà proprie e di chi ci sta di fronte. Questa capacità presuppone il chiedersi cosa voglio, cosa vuole? . Per poter acquisire queste competenze, mi sembra che i genitori e le insegnanti dovrebbero continuamente sviluppare un ascolto reciproco profondo, accompagnato da una visione positiva reciproca, tenendo ben presente che quello che conta non sta nell’avere ragione o torto, ma nel riuscire a costruire rapporti corretti, col fine di favorire la crescita di entrambi. Questo modo di fare è all’inizio faticoso, ma col passare del tempo, diventa sempre più naturale e bello! acetiezio@iol.it

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