Generazione 1000 euro

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Massimo Venier, regista di commedie leggere e divertenti, racconta una storia di trentenni alle prese con il precariato. Si è ispirato liberamente al romanzo omonimo, scegliendo non tanto di affrontare il problema in sé, quanto di mettere in rilievo la vitalità con cui cinque giovani lavoratori lo affrontano. Essi agiscono in modi diversi, con intraprendenza, senza lasciarsi abbattere dallo scoraggiamento o dalla rabbia. Gli attori hanno affermato di essersi impegnati con serietà, per rendere veri il più possibile questi personaggi alle prese con un mondo lavorativo difficile. Matteo, il protagonista principale, è laureato in matematica e se la cava bene a tenere corsi difficili gratis, su incarico di un anziano professore universitario (un Paolo Villaggio burbero e insoddisfatto). Lavora nel settore marketing di una multinazionale, senza passione e senza prospettiva di carriera. Deve affrontare circostanze imprevedibili, che lo condizionano, procurandogli incertezza esistenziale, consona al principio di indeterminazione di Heisenberg, spiegato dal professore in aula. Questa situazione si riflette anche sul suo mondo affettivo. Sino alla fine non si sa quale ragazza sceglierà tra due, entrambe con qualità positive, ma assai diverse tra loro. L’umorismo accompagna i dialoghi, mai banali, e fa sorridere in alcune scene. Si colora, a volte, di sarcasmo e, alla fine, lascia il posto al realismo della voce fuori campo di Matteo, che denuncia, in maniera chiara, la condizione del giovane lavoratore della sua generazione, senza rabbia e senza illusioni.

Regia di Massimo Venier; con Alessandro Tiberi, Carolina Crescentini, Francesco Mandelli, Valentina Lodovini, Francesco Brandi.

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