Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Mondo > Europa

Gandzasar

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova

Sulla cresta di una collina verde dalla vegetazione quasi impenetrabile svetta la sagoma familiare delle chiese armene.

Nagorno Karabakh – monastero di Gandzasar
Protetto da un muro di pietra antica, l’affascinante monastero di Gandzasar da un lato è aperto sull’infinito delle valli e dei rilievi, mentre dall’altro è chiuso sulla finitezza del monastero che ospita di nuovo quattro monaci. Tutto, o quasi, è restaurato a dovere.

 

Penetro nella chiesa scontrandomi coi fedeli che escono arretrando per la porta principale, segnandosi alla maniera ortodossa. Dall’interno provengono nenie liturgiche, reminiscenze di lontane profezie sul popolo armeno, più che di vicine promesse. Tutto in Armenia e nella sua Chiesa ha un legame con la tradizione. Apostolica, ovviamente. Nell’atrio, i candelabri consumano in quantità industriale candeline gialle e distorte che i piccoli fedeli dispongono in geometrie bizzarre.

 

Mi stupisce la fede che la gente mette nel semplice gesto di accendere un cero. Attraverso la soglia di una porta modesta nelle dimensioni ma ricca nelle decorazioni filtrano note e grani: quelle delle salmodie liturgiche, quelli dell’incenso che brucia nel turibolo. Dalla feritoia che s’apre sull’abside, filtra una violenta lama luminosa che si solidifica nelle volute dell’incenso. Tre monaci recitano le formule canoniche. Capisco perché sia stato Gregorio l’Illuminatore a portare il cristianesimo agli armeni nel III secolo.

———–

Per capire meglio l’Alto Karabakh Regione da sempre abitata in prevalenza da armeni, conobbe l’abominio del genocidio dei primi anni del Novecento. Poi fu destinata dalla geografia staliniana all’Azerbaijan, nel 1921. Appena crollato il regime comunista, gli armeni cominciarono a rivendicare l’autonomia della regione.

 

Dopo scaramucce e scontri iniziati già nel 1988, si scatenò una violentissima guerra, durata dal 1991 al 1994, che provocò persecuzioni per gli armeni che erano in Azerbaijan, in particolare a Baku, e per gli azeri che abitavano il Nagorno-Karabakh. Si dice che vi siano stati 100 mila morti in totale e 200 mila profughi. Cifre enormi, se si pensa che attualmente il Nagorno-Karabakh è abitato solamente da 192 mila persone.

 

(tratto dal blog: mzanzucchi.blogspot.com)

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876