Galeotto fu il Museo del Novecento

Una foto insieme e una frase detta d’istinto possono far nascere rapporti molto profondi. Così opera lo Spirito Santo. Una storia a cura di Carlo e Matilde Mor.

Il pomeriggio di una domenica di marzo 2019, andammo al Museo del Novecento, dove iniziammo un tour guidato nelle varie stanze del Palazzo Reale di Milano. Non è nostra abitudine girare per musei, ma quella volta ci sembrò bello vivere così un pomeriggio domenicale. Davanti ad una grande vetrata di fronte al Duomo colpirono la mia attenzione un ragazzo e una ragazza e proposi loro di scattare una foto, seguita dallo scambio di alcune parole… Dopo 4 mesi, il 16 luglio, mi chiamò in ufficio un certo Samuele per ricordarmi di quando ci siamo incontrati al Museo del Novecento e comunicarmi che con Martina, la ragazza che era con lui, avevano deciso di iniziare un cammino assieme, e che desideravano rincontrarci: Samuele e Martina sono venuti nel mio ufficio alla fine di luglio. Samuele si era ricordato il mio cognome perché uguale a quello di un designer. Inoltre, era rimasto colpito dall’ambito del mio lavoro ed era stato facile rintracciarmi su Internet. Martina mi chiese perché tra le tante persone che erano in quella sala del museo mi sono rivolto a loro, e io risposi che probabilmente lo Spirito Santo ci guida. Quando Martina mi disse che avrebbe trascorso parte delle sue vacanze a Rimini a dare una mano al Convegno, e che Samuele sarebbe partito per un cammino alla Madonna di Czestochowa, dopo aver esaltato la vita di don Giussani, mi sono rivelato anch’io… focolarino. Samuele mi raccontò che quella sera, al ritorno dal Museo del Novecento, scrisse sul diario:

Domenica 10 marzo

Museo del Novecento, con la Marti visitiamo e arriviamo al piano con la vista sul duomo. Mentre siamo alla finestra e stiamo scherzando innocentemente sul farci una foto, un uomo sui 60 anni si avvicina e ci dice: «Posso farvi una foto? Siete belli, si vede quanto vi volete bene». Io, senza troppi dubbi, gli do il mio telefono e al secondo tentativo siamo soddisfatti tutti e tre della foto. Inizia un dialogo in cui lui ci racconta dei suoi 41 anni di matrimonio, dei suoi 4 figli e del suo lavoro… Nel racconto emerge più volte che è stato colpito dal nostro porci, dal nostro “volerci bene” (espressione che ripeteva), allora dico per onestà: «Guardi che non stiamo insieme, ci vogliamo solo tanto bene». Lui: «E COSA STATE ASPETTANDO?», e aggiunge guardando me: «Detto fra noi, non vorrai mica perderti una ragazza così». Questa domanda mi ha commosso, solo dopo la fine del giro al museo ho saputo dire qualcosa. La nostra conversazione poi è continuata sotto un’altra prospettiva, lui ha iniziato a raccontarci del suo matrimonio, di come sin dall’inizio ha affidato tutto al Signore, e di come 41 anni siano possibili solo grazie al legame con Dio. «Io ho detto: “Signore, io dico sì, ma poi fai tu, prendi in mano tu tutto questo», raccontava, e anche nelle difficoltà della vita lui si è sempre affidato a Dio… Ora vorrei andare a rivederlo, perché già il giorno dopo si può ricadere nel dare tutto per scontato, dimenticando di chiedermi «che cosa state aspettando?».

Ci siamo rivisti ancora a settembre. Poi, prima del Natale vennero a farci gli auguri portandoci degli ottimi dolcetti, ed iniziammo il 2020 con una loro bellissima foto con gli auguri per il nuovo anno. Sia durante che dopo il lockdown hanno continuato ad aggiornarci sulle tappe della loro vita: l’Erasmus di Martina a San Sebastian nel settembre del 2020, le loro lauree, il fidanzamento nel dicembre 2021… Nell’aprile del 2022 ci hanno annunciato la data del loro matrimonio: 8 ottobre 2022. Il 24 settembre sono venuti a trovarci a casa per portarci la partecipazione di matrimonio: saremmo andati in chiesa l’8 ottobre a ringraziare il Signore con loro. Il 29 settembre Samuele mi telefona per invitarci al ricevimento, e alla mia obiezione di non essere parte della loro famiglia, ha obiettato che, quando sono venuti a darci la partecipazione, ho detto loro che li consideravamo come figli; quindi aveva trafficato con il catering per un posto al tavolo dei suoi genitori! Domenica 8 ottobre alle 11, nella Basilica del Corpus Domini a Milano, eravamo presenti al matrimonio e potete immaginare la nostra sorpresa quando nella predica il loro don Nembrini, raccontando la loro storia, ha chiamato in causa il «signor Carlo che spero presente alla celebrazione»…! In quell’attimo ho avuto la consapevolezza di come lo Spirito Santo possa guidare ogni nostra azione, trasformandola in un’azione divina.

I più letti della settimana

Chiara D’Urbano nella APP di CN

Edicola Digitale Città Nuova - Reader Scarica l'app
Simple Share Buttons