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Fraternità e profezia, da Igino Giordani alla Fratelli Tutti

di Luigi Laguaragnella

- Fonte: Città Nuova

È stato presentato ad Andria il libro Fraternità e profezia, il pensiero di Igino Giordani nel solco della Fratelli Tutti, alla presenza dell’autore Stefano Zaffino

Presentazione del libro di Stefano Zaffino in Puglia.

Una tesi di laurea diventa un libro da cui parte una presentazione; a sua volta nasce un incontro con l’autore che genera un momento di fraternità, anzi in Fraternità e profezia come il titolo del volume pubblicato da Tau Editrice. L’autore Stefano Zaffino, giovane originario di San Pietro Vernotico, docente di religione a Milano, ha studiato presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose “Don Tonino Bello” di Lecce, ha messo in risalto la figura di Igino Giordani, nel “solco della Fratelli Tutti”, come recita il sottotitolo.

Nel suo lavoro di tesi ha dato un tratto saliente del cofondatore del Movimento dei Focolari. Senza dubbio, per molti partecipanti alla presentazione nella parrocchia San Giuseppe Artigiano di Andria si è rivelata un’occasione per condividere quello che Igino Giordani ha trasmesso in vita. Alla serata hanno partecipato diverse realtà associative come il Movimento dei Focolari e l’Azione Cattolica della diocesi di Andria, oltre a mons. Luigi Mansi vescovo di Andria e don Mimmo Basile nuovo vescovo della Diocesi di Molfetta, Giovinazzo, Ruvo e Terlizzi; è stata impreziosita da interventi di vecchi tesisti di laurea o persone attratte dall’incontro con Giordani fino a compiere scelte di vita importanti.

L’incontro, moderato da Silvana Campanile, responsabile della Biblioteca diocesana “S.Tommaso d’Aquino” di Andria, è stato intervallato da intermezzi musicali e proiezioni video di alcuni discorsi di Igino Giordani che, parlava in particolar modo dell’incontro con Chiara Lubich, che certamente ha dato una svolta alla sua vita. La sua voce trasmette l’attrazzione e il fascino per quel cristianesimo evangelico del tutto naturale: «Credo in Dio perché lo vedo in Chiara – affermava il deputato della Costituente del 1946 – in quell’anima viveva Dio». Chiara voleva consacrare l’umanità per santificare tutti, voleva mettere nelle anime lo Spirito di Dio per unirsi al mondo e per “Foco” questa parte spirituale della cristianità, incarnata nella vita quotidiana, fu un grande insegnamento. Chiara e Igino rappresentavano due poli che si incontravano: sacro e profano, cielo e terra, chiesa e politica.

Senza dubbio la fede del cofondatore emerge già durante il dramma della guerra, in cui come ricorda Gino Piccolo, referente del centro Igino Giordani di Andria, «i valori cristiani supportano Giordani, mentre spedito al fronte, ha spremuto alcuna goccia di odio, puntava il fucile in basso». Nel nemico riusciva a vedere il fratello e il Signore e perciò «vi era in lui un anelito di santità». Non abbandonò la sua fede, anche quando nel 1916 venne ferito, senza smettere di pregare Gesù, durante la convalescenza; nella penombra della sofferenza riusciva a vedere una piccola fiammella di speranza. La ricerca di una vita santa lo accompagnò anche da deputato chiedendosi: «Può un uomo politico essere santo? Può un santo essere politico?».

Presentazione del libro di Stefano Zaffino in Puglia.

«È uomo che seppe unire le sue due personalità della fede e di politico – dice Zaffino –. In un contesto di cambiamenti Giordani si impegnò a mettere insieme i frammenti; era il periodo rinnovamento, tra le encicliche Rerum Novarum e Quadragesimo Anno e l’impegno del Partito Popolare di don Luigi Sturzo. Inevitabilmente una chiave di volta dopo la seconda guerra mondiale fu data dalla nascita del Movimento dei Focolari con l’ideale dell’unità». Sosteneva una connessione tra religione e politica che, pur essendo distinte, non possono essere separate. La sua figura è proprio il punto di congiunzione tra questi valori. L’impegno politico era il suo terreno per coltivare la carità e il dialogo, la via privilegiata per prevenire conflitti. Prendeva spunto dai suoi studi sui Padri della Chiesa per apprendere la postura cristiana capace di inserirsi nel mondo, ma senza farsi assorbire dagli eventi storici.

In Chiara, però, aveva intuito la presenza di un nuovo cristianesimo e, per lui, che aveva vissuto un cristianesimo esteriore, era una vera e propria novità. Chiara viveva il vangelo non in modo privato, bensì come dono per gli altri. Qui si gioca il concetto di fraternità di cui si parla nel libro, non percepita come utopia, ma come fondamento per un cambiamento concreto. Nell’excursus storico descritto nel libro emerge la visione di Giordani dell’altro inteso come fratello, perché «in particolar modo il cristianesimo rende familiari con Cristo puntando alla versione integrale di tutta la persona umana».

Su questo binario i contatti con la Fratelli tutti di papa Francesco a cui fa riferimento nel libro, sono evidenti. «Sentirsi fratelli è complesso, ma questo principio pone uno sguardo oltre le apparenze e incita ad impegnarsi anche quando tutto è difficile – afferma l’autore -. Come? Scegliendo via del dialogo e della riconciliazione. La pace dipende da te». La pace viene collegata alla profezia, l’altro pilastro del lavoro editoriale è concepita come prospettiva teologica che si concretizza andando incontro all’altro e che ci manifesta con la fraternità, su cui ritorna Stefano Zaffino al termine dell’incontro. Non è qualcosa che si deve fare obbligatoriamente, ma diventa necessaria solo quando si cambia prospettiva sull’altro. È l’importanza dei rapporti che genera l’unità in solidarietà e supera il conflitto, e in qualche modo accettare anche il pensiero del nemico; tutto ciò avviene se, entrando in relazione, si è capaci di trovare punti di forza che non disperdano la propria identità.

Gli scenari attuali, invece, tendono ad una rassegnazione nel perseguire la pace. Eppure essa accade quando in chiave evangelica l’altro diventa fratello o sorella, dando spazio all’umanità anche nella modernità. Proprio Igino Giordani, attraverso il suo impegno politico, cercava di modificare il pensiero comune secondo cui per avere la pace si doveva preparare la guerra. Per Foco, di cui la Chiesa sta avanzando il processo di beatificazione, invece si trasforma in “se vuoi la pace, prepara la pace”…

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