Fraternità, cultura e solidarietà in Albania

L’impegno comune di credenti e non credenti per la fraternità universale. La testimonianza di due esponenti del mondo culturale albanese
Albania
Donika – Nel marzo del 1992 mi trovavo nel Collegio Internazionale dei Traduttori a Procida e fu lì che ho conosciuto il Movimento dei Focolari. Ho pensato: nel calore umano del focolare c’è la salvezza per noi albanesi. Siamo poveri perché siamo divisi, e solo l’unità tra di noi può portarci al progresso. Poi, conoscendo meglio quest’avventura dell’unità, ho avuto l’impressione di una schiera di persone che dandosi la mano l’uno con l’altro creano la mentalità del futuro. Persone che si comprendono, che non si fraintendono, nelle quali puoi avere piena fiducia, come in un fratello o in un vero amico. Essere circondati dalla benevolenza, dare e avere senza alcun pregiudizio di razza, di classe sociale, di ideologia, di nazionalità: tutto questo è stato ed è per me il Movimento dei Focolari e la sua fondatrice Chiara Lubich.

 

Per lunghi anni ho tradotto in albanese la “Parola di vita”, la frase del Vangelo commentata ogni mese da Chiara. Alcune sue parole mi hanno toccato molto profondamente: “Per ottenere una risposta dal cielo, si esigono più persone, una comunità”; “Accordati con i tuoi cari, con chi ti comprende o condivide i tuoi ideali e… dopo esservi disposti ad amarvi come il Vangelo comanda, cosi, uniti, chiedete a Dio”. Chiara, con l’intuito della verità e la profondità di pensiero, ha trovato le parole giuste per far capire alle persone uno slogan conosciuto fin dall’antichità: “L’unità fa la forza”, una realtà così semplice e purtroppo così difficile da vivere.

 

Fatevi esecutori della parola, e non solo ascoltatori” è una delle bellissime parole del Vangelo con le quali Chiara ci ha ricordato quello che rappresenta Madre Teresa di Calcutta: l’amore in azione. Lo ha detto anche papa Giovanni Paolo II: “Dove c’è un cuore ci sono delle braccia”. Tre personalità, che hanno saputo trovare delle parole vere e sono state capaci di testimoniarle con tutta la loro vita.

 

Posso dire che sin dai primi tempi dell’apertura del Movimento verso persone di convinzioni diverse, ho partecipato al primo congresso del 1992 a Castel Gandolfo, questo dialogo ci ha condotti verso orizzonti sempre più grandi. Ė pur vero che durante questo viaggio appassionante e difficile qualcuno perde fiducia, qualcun altro si stanca… Sono state molto incoraggianti le parole di Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, nel convegno “Umanesimo, dialogo, fraternità – eredità di Chiara Lubich” che si è svolto in aprile: “Datevi da fare anche voi… potete influenzare anche noi credenti”.

 

Realizzare i grandi ideali non è mai stato facile o semplice. Arrivare al compimento di una impresa così imponente non è possibile se le persone si schierano una contro l’altra secondo la loro appartenenza: religiosa, di razza, di ideologia, di nazione ecc. e se agiscono per conto proprio. Un ideale come quello della fraternità universale è una sfida che ha bisogno della più ampia e stretta collaborazione: dobbiamo provare a farcela tutti insieme[i].

 

Luan – Ho conosciuto il Movimento dei Focolari nel 1992 da mia moglie Donika, che poi mi ha presentato il primo focolarino venuto in Albania. Pur provenendo da una famiglia di origine musulmana, ed essendo non credente, mi ha attratto lo spirito d’amore e di fratellanza di cui è impregnata l’attività del Movimento. In particolare, leggendo gli scritti di Chiara Lubich e ascoltando qualcuno dei suoi discorsi, mi ha colpito la sua chiaroveggenza e il suo carisma.

 

Sulla scia delle decisioni storiche del Concilio Vaticano II, Chiara ha avuto un ruolo importante nello sviluppo del dialogo con i credenti delle altre Chiese cristiane, e poi anche con i credenti di altre fedi religiose, come i musulmani e i buddisti. Però il suo contributo è stato particolarmente importante nell’aprire il dialogo con persone di convinzioni non religiose, mettendo l’accento sui valori comuni, come la solidarietà e la fratellanza, che sono alla base del Vangelo e dei valori umani laici.

 

Come persona che si interessa di politica, mi ha impressionato l’intenzione di Chiara di far cambiare la mentalità delle persone anche in questo campo. Sembra davvero irrealizzabile. Però, partecipando ai diversi convegni organizzati dal Movimento dei Focolari, ho conosciuto una realtà che dona speranza. Persone della sfera politica che hanno sentito nel loro cuore ed abbracciato l’idea di Chiara: amare gli altri partiti come il proprio. Sono dei semi rari che però dimostrano che tutto è possibile se esiste la buona volontà e la sensibilità verso gli altri.

 

Noi albanesi siamo particolarmente riconoscenti verso Chiara. I primi focolarini venuti in Albania nel 1992, ad un certo punto erano in dubbio se rimanere o no. Fu Chiara a insistere e così, da allora, a Tirana sono presenti due focolari, femminile e maschile, che danno il loro contributo a diffondere la cultura dell’unità.

Durante la guerra del Kosovo, un momento così tragico per noi albanesi, abbiamo sentito molto vicino l’affetto e l’impegno di Chiara: una grande quantità di aiuti materiali sono arrivati dall’Italia, e i focolarini e tutti noi del Movimento ci siamo mobilitati per aiutare i profughi provenienti dal Kosovo in Albania, e poi, dopo la guerra, per ricostruire una scuola e un centro ambulatorio in Kosovo.

 

Pur non essendo credente, mi pare giusto collegare i passaggi dei Vangeli sul ruolo delle donne che erano al seguito di Gesù, con l’opera di Chiara e il suo particolare carisma. Partendo dal suo esempio, mi sembra logica e giusta la decisione del Movimento dei Focolari, approvata anche dal pontefice, che a capo del Movimento ci sia sempre una donna[ii].




[i] Donika, giornalista e traduttrice, nei suoi scritti tratta problemi sociali e letterari. Nel suo recente libro, Cultura interrotta, offre delle risposte alle domande difficili sui problemi sociali degli albanesi, ereditati dal passato e anche recenti. Ha tradotto opere di autori importanti della letteratura francese e italiana. Dirige la casa editrice “Elena Gjika” (Premio Fraternità – Città di Benevento 2008).

[ii] Luan, giurista, professore di teoria dello Stato e del Diritto; già preside della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Tirana; membro dell’Accademia delle Scienze d’Albania, della Commissione “La democrazia tramite il diritto” (Commissione di Venezia) e vicepresidente della stessa (2003-2005). Presidente dell’Associazione Internazionale di Studi dell’Europa sud-orientale. Autore di diversi libri di diritto pubblico e costituzionale.

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