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Persona e famiglia > Lo sport del lunedì

Formula 1: Andrea Kimi Antonelli fa la storia

di Noemi Di Benedetto

- Fonte: Città Nuova

Siamo già al termine della terza gara del mondiale di Formula 1 2026 in Australia e, prima della lunga pausa forzata, gli equilibri tra le scuderie sembrano già quasi stabili così come sembra già stabilizzato il talento di un giovane pilota che – come avevamo annunciato – ha già fatto e farà ancora grandi cose: il pilota azzurro della Mercedes Andrea Kimi Antonelli

Il pilota della Mercedes Andrea Kimi Antonelli, mostra il suo trofeo per il Gran Premio del Giappone di Formula 1 sul circuito di Suzuka International Racing Course a Suzuka, in Giappone, il 29 marzo 2026. Ansa EPA/FRANCK ROBICHON

Meno di un mese dal primo “su i motori” di questa nuova stagione del Mondiale di Formula Uno. Una stagione tanto attesa quanto temuta e criticata quella che vede un cambio radicale delle monoposto con il passaggio all’ibrido e il modo di guidarle tra l’addio al drs e vetture più piccole e leggere. Delle novità che non piacciono a tutti ma che, fino ad ora, hanno regalato molto spettacolo e hanno delineato – questo almeno attualmente il quadro al termine delle prime tre gare del Mondiale – un team favorito per la vittoria: la Mercedes di Toto Wolff.

Mercedes che ha già trovato una stella tra le traiettorie di quello che fino allo scorso anno era solo un rookie e che quest’anno si comporta già da veterano: il 19enne bolognese Andrea Kimi Antonelli che, dall’inizio di questa stagione, sta polverizzando, giro dopo giro, tutti i record esistenti per riscrivere una nuova pagina di storia della Formula Uno.

L’azzurro parte subito bene in Australia e fa esattamente quello che ci si aspetta da lui: arrivare secondo dietro al compagno di squadra George Russell.

In Cina, partito dalla pole, riesce a tenere la sua posizione per tutta la gara e a riportare l’Inno di Mameli sul podio di Formula Uno dopo un lunghissimo digiuno ma, se è difficile vincere, è ancora più difficile ripetersi ed è questo quello che il nostro Kimi fa in Giappone.

L’azzurro, nonostante una partenza disastrosa, riesce a recuperare le posizioni perse e, approfittando anche di una Safety Car, bissa a Suzuka il trionfo cinese (nella gara che vede sul podio anche Piastri e Leclerc) e la sua favola continua. E continua alla grande perché il bolognese diventa anche il nuovo leader del Mondiale con 5 punti di vantaggio sul compagno.

E, come se la vittoria da sola non bastasse, Kimi porta con sé tutta una serie di record. Il nostro AKA (così si fa chiamare il giovane pilota) è, infatti, il primo italiano che vince a Suzuka dal 1992 (quando fu Patrese a trionfare); il primo pilota italiano con più di una vittoria in carriera da Fisichella (3 nel 2003-2006); il primo italiano leader del Mondiale in un GP che non sia il primo della stagione dal 1985 (Alboreto fino al 9°) e il primo pilota italiano con 2 vittorie consecutive dal 1953 quando Ascari vinse in Olanda e Belgio.

Passando in campo internazionale, poi,  Kimi è anche il 10° pilota nella storia che vince i primi 2 GP “back-to-back” (l’ultimo era stato Leclerc nel 2019) ed è, a 19 anni, 7 mesi e 4 giorni, il leader del mondiale più giovane della storia di Formula Uno avendo polverizzato il precedente record di Lewis Hamilton di tre anni più vecchio.

Un Mondiale tutto da correre

E, con un talento del genere è lecito per l’Italia sognare ma, come lo stesso pilota ci ha ricordato al termine della gara, «è troppo presto per pensare al campionato ma siamo sulla strada giusta» perché il Mondiale è appena iniziato ed è ancora tutto da giocare, anzi, da correre.

E a correre non è solo la Mercedes del nostro AKA, né quella del compagno George Russell, ma l’Italia gioca anche su un altro fronte: quello Ferrari con due piloti di altissimo livello quali il 7 volte campione del mondo Lewis Hamilton che sembra aver trovato il giusto feeling con la rossa e quello che è di fatto un re senza corona, tra i pochi ancora capaci di emozionare in gara con il suo passo e i suoi sorpassi impossibili: il monegasco Charles Leclerc. Il duo, infatti, volenteroso di lasciarsi alle spalle la terribile stagione appena trascorsa, parte subito alla grande collezionando un podio dopo l’altro e mostrando tanti punti di forza, quali la partenza e il passo gara, che compensano la difficoltà nel giro secco del sabato. Tutti elementi che, uniti al fatto che il progetto delle monoposto di quest’anno sembri tornato ad essere degno della categoria regina, portano la Ferrari ad essere la seconda forza in gara, appena dietro le Mercedes. Ad insidiare le rosse, però, non dimentichiamo le papaya della McLaren che, dopo le prime due gare disastrose (con addirittura 0 giri completati da Oscar Piastri) sembrano aver ritrovato la giusta carica per andare all’attacco. Ancora dormiente, invece, la Red Bull con un grande Hadjar che sta mostrando sempre più di meritarsi il sedile e un disilluso Max Verstappen che minaccia già il ritiro.

E quindi, con un Mondiale ancora del tutto aperto, ma con sogni e speranze sempre più audaci, aspettiamo la bandiera a scacchi di Miami per capire se la lunga pausa forzata porterà delle novità in griglia.

Riproduzione riservata ©

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