Formato famiglia

Non si spadella come dai cuochi in prova sul Primo. Non si insegue la chiacchiera e il pettegolezzo come nella piazza Grande e derivati del Due. Non si cerca la lite da ballatoio come al Forum sul Cinque. A mezzogiorno bi sogna spingere un po’ di tasti sul telecomando prima di arrivare al canale su cui è sintonizzata Sat 2000. Ma a quel punto, fatto un po’ di ordinario zapping, ci si ferma spesso lì, come si fosse finalmente arrivati a casa. Ad aspettarci dal lunedì al venerdì c’è una trasmissione misurata, interessante, garbata, che ormai da anni è una specie di marchio di fabbrica, una certezza di qualità. Si chiama Formato famiglia ed è il fiore all’occhiello del palinsesto della tv satellitare della Cei. Ogni giorno viene proposto un tema, affrontato poi da vari ospiti in studio. Non solo esperti, ma anche semplici cittadini, che per mezz’ora si confrontano in maniera civile, costruttiva, dando sempre l’impressione di voler cercare insieme un senso, e non invece (come succede altrove) lo scontro, o peggio, la rissa. Si parte spesso dal racconto di una famiglia che in questo contesto si riprende il centro della scena, tornando a rivestire quel ruolo di prim’attore che nella società e nelle scelte politiche non le viene più assegnato. Accanto alle spiegazioni di chi sa, non mancano mai le testimonianze di adulti e ragazzi che in prima persona aggiungono spicchi di realtà al confronto delle idee, portando il dibattito dal livello astratto del ragionamento a quello ben più concreto della vita di tutti i giorni. È questo il formato famiglia del titolo. Una scelta di campo che sembrerebbe limitante, difensiva. Quasi un arroccarsi, occupandosi delle faccende domestiche e dimenticando quel che accade fuori di casa. Non è così, perché nel programma, curato da Brando Giordani e condotto da Antonio Soviero, parlare di famiglia vuol dire in realtà guardare il mondo e la sua complessità, affrontare problemi sociali e questioni psicologiche, spaziare dalle emergenze educative alla solidarietà. È il punto di vista la marcia in più della trasmissione: quello della famiglia vissuta come realtà positiva, luogo di scambio di esperienze, gioie e conquiste, ma anche porto sicuro nei momenti di difficoltà. Radio Jefferson 2 In principio, appena due anni fa, nasceva la trasmissione Jefferson Ming, che indagava sui rapporti tra Usa e Cina. Il nome derivava da Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti, e dalla dinastia cinese Ming. La relazione tra i due è data dal fatto che ogni cittadino americano deve al governo cinese 4 mila dollari. È stato un buon motivo, ci sembra, per approfondire il rapporto tra i due Stati. Ora, in parte, si cambia pagina e la trasmissione si evolve in Jefferson 2, dedicata a L’arte della svolta di Barack Obama. Riuscirà il nostro eroe a cambiare lo stile della politica americana o diventerà anche lui un politico convenzionale fagocitato dal sistema? Lo capiremo ascoltando Stefano Pistolini su Radio 24 in onda dal lunedì al venerdì alle ore 16. Il programma approfondisce con competenza e arguzia le scelte economiche, il piano energetico, la politica estera, i primi passi della nuova amministrazione senza tralasciare l’ispirazione originaria: il gioco di sponde tra Ovest ed Est, passando dagli Usa alla Cina, alla Russia e al Medio Oriente. La positività di Jefferson 2 è nell’aver chiaro che il mondo è ormai interdipendente ed ogni azione giocata in un angolo del globo avrà ripercussioni in tutto il pianeta. Attenti alle ricadute!

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