#ForçaChapecoense

Dopo il disastro aereo, il club rinasce nel ricordo dei “guerrieri” e nella grinta dei nuovi arrivi

Il volo si fa pesante, luci e motori si spengono senza preavviso, poi il disastro. La dinamica dell’incidente aereo di Medellín in cui hanno perso la vita 71 persone lo scorso 28 novembre, è ormai tristemente nota, ma il pianto e il dolore non sono mai l’ultima parola: la Chapecoense ricomincia, nonostante praticamente tutto il club brasiliano, con stampa al seguito, si fosse imbarcato su quel volo per andare a giocare una storica finale di Coppa Sudamericana contro l’Atletico Nacional che, disgraziatamente, non si è mai disputata. Il 6 gennaio scorso, la nuova Chape si è ritrovata per il ritiro pre-stagionale, con una rosa quasi totalmente nuova e i primi acquisti formalizzati dal nuovo ds Rui Costa (ex Gremio). A guidare il gruppo il nuovo tecnico Vagner Mancini, ex allenatore di Cruzeiro e Botafogo, autore in carriera di alcuni veri e propri miracoli sportivi: su tutte le salvezze insperate con Cruzeiro e Atletico Paranaense, vicine alla retrocessione prima del suo arrivo. Una trentina i giocatori a sua disposizione, tra i quali Martinuccio, Moises e Nenem, scampati al tragico incidente perché rimasti in patria a curare i rispettivi infortuni, e ben 11 giocatori delle giovanili.

Tra i nuovi arrivi, ottenuti anche grazie alla disponibilità di club sudamericani che presteranno giocatori a titolo gratuito, Rossi, Dodò, Elias, Douglas Grolli, Nadson, Wellington Paulista (attaccante ex Cruzeiro e West Ham), Zeballos, Luiz Otavio, Osman, Andrei Girotto (classe ’92 di nuovo in patria dopo l’esperienza giapponese col Kyoto) e Tulio De Melo, attaccante ex Lille e Palermo il cui ritorno era il grande desiderio del ds Cadu morto nello schianto.

Cresce già l’attesa per il rientro dei sopravvissuti Alan Ruschel, che ha fissato i suoi tempi di recupero, e soprattutto Helio Zampier Neto, rinominato “il guerriero”: nonostante lesioni in tutto il corpo, è stato salvato dal giovane poliziotto Marlon Lengua quando i soccorritori stavano per abbandonare il luogo dell’incidente per il buio. Neto si è presentato in ritiro, dove si è intrattenuto a lungo con i giovani compagni, tra ferite e traumi evidenti, spirito indomito e un desiderio preciso, immortalato su Instagram da “una foto che vale più di mille parole”: tornare a lottare per i colori della Chapecoense, «la cui vera eredità – ha affermato Ruschel – è l’allegria». «Inizia oggi un nuovo cammino di speranza: questi signori che sono qui saranno i rappresentanti dei nostri guerrieri», ha dichiarato il nuovo presidente, Plinio David De Nes, che ha preso il posto del defunto Sandro Pallaoro. Intanto, il primo miracolo sportivo sembra già essersi materializzato:  in Brasile si sta giocando la Copa São Paulo, torneo giovanile under 20 con ben 120 squadre iscritte ormai da tutto il Brasile. Il settore giovanile della Chape non ha bucato l’evento: mentre il nostro giornale va in stampa, annotiamo già come la Chape abbia per la prima volta superato la fase a gironi, arrivando ai quarti di finale dopo avere battuto anche il blasonato San Paolo ai calci di rigore nella seconda fase. Contro questi giovani tutti grinta e orgoglio, il Capivariano sconfitto, per esempio, ha colpito due pali…

Il sogno continua, nonostante tutto: la Chape è attesa da un’intensa  stagione in cui giocherà il campionato Estadual, quello catarinense, la Coppa Libertadores, il Brasileirao e la Coppa Sudamericana. La prima partita della squadra maggiore avrà luogo il 26 gennaio, contro la Joinville: in qualche modo, in molti saranno lì ad ammirare l’immortale spirito della Chape, per gridare ancora più forte #ForçaChapecoense.

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