Figli clonati

“Abbiamo due gemelle di 16 anni. Mio marito ne è fiero, perché sono belle, brave a scuola, educate e socievoli. Io ho qualche perplessità. La cosa che mi dispiace e un pochino mi preoccupa è che sono superficiali e vittime della moda. Nient’altro sembra interessarle veramente. Nel vestire, nel truccarsi, nel divertirsi, devono sempre seguire le indicazioni della moda. Lo so che ci sono problemi più gravi coi figli, ma questo loro esagerato appiattimento sulle mode non mi lascia tranquilla. E se domani fosse di moda una cosa cattiva?”. Ester – posta elettronica È abbastanza normale che gli adolescenti siano attirati dalle mode, perché sono in cerca di modelli e di segni di appartenenza a un gruppo che non sia la famiglia. In questo passaggio di distacco dai genitori, vivono un momento delicato che richiede una grande attenzione da parte nostra. Continua quindi con loro, anche in questo periodo, il “gioco” del “farsi uno”, del gioire e stupirsi, camminando il più possibile al loro fianco nella novità perenne che la società gli va dispiegando attorno. E proprio qui dobbiamo prendere coscienza che risiede un grande pericolo. Nota caratteristica degli ultimi decenni è il proliferare di multinazionali commerciali cosidette “globali” (tipo Blockbuster, Starbucks, Ikea, Kinko’s, eccetera, tanto per fare qualche nome) che non si limitano all’offerta di prodotti ma li inquadrano in una “diversa” e suadente cornice esistenziale, che ha il fascino new-age del ritorno alla bellezza e alla salute della natura. La loro forza è la straordinaria disponibilità di mezzi economici, che consente prezzi imbattibili per eliminare la concorrenza dei negozi tradizionali, per aprire in posti strategici ambienti affascinanti che col solo loro esistere creano tendenza. Oltre all’abilità di spacciare per “diversità” la battaglia contro usi, costumi e cultura locali, per imporre le stesse linee di prodotti ovunque. Che influsso possono avere sui nostri ragazzi? Il rischio è una sorta di clonazione che, con la complicità dei mass-media, trasformi la ricchezza della multi-etnicità in un esercito di adolescenti plagiati: stessi vestiti, stesso gergo, stessi miti. È un quadro troppo fosco? Non c’è qui lo spazio per analisi approfondite, ma non sottovalutiamo i pericoli e non spaventiamoci. “La famiglia – ha detto recentemente un noto mass-mediologo – possiede in sé stessa una auto-referenza ideale che nessuna struttura imprenditoriale o istituzione statale possiede”. Perché è l’amore il motore della sua vita, e non l’interesse. Quindi senza ingaggiare campagne proibizionistiche perse in partenza, viviamo accanto ai figli questa stagione, offrendo loro l’esempio di una esistenza coerente ai nostri ideali, un approccio sereno e critico alle proposte che la società ci fa, una casa sempre aperta e calda di affetti veri.Amarli vuol dire condividere questa loro ricerca e, allo stesso tempo, instillare nelle loro coscienze il parametro del giudizio su ciò che incontrano. Così li aiuteremo a diventare sé stessi.

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