Festa della scuola e delle comunità del mondo

Il Parco Ducale di Parma ha ospitato lo scorso 27 maggio un incontro di genti e popoli di varie culture con protagoniste varie scuole della città
festa

Certamente la Duchessa di Parma, Maria Luigia d’ Asburgo-Lorena, seconda moglie di Napoleone, quando nel XIX secolo, incaricò l’architetto di corte, Nicola Bettoli, di ampliare, abbellire e arricchire il suo Parco Ducale, con  nuove specie arboree e innumerevoli opere d’arte (trasformandolo in un Giardino di 208.700 metri quadrati) non avrebbe mai immaginato che sull’immenso prato, posto proprio di fronte alla sua incantevole dimora, ci  sarebbe stato un momento di festa così speciale come quello di sabato 27 maggio. Una festa di colori, di danze, di gioia prorompente in uno scambio di esperienze e di emozioni, che ha visto come protagoniste varie scuole di Parma (Bertolucci, Bocchialini, Bodoni, Giordani, Marconi, Melloni, Romagnosi, Sanvitale, Toschi, Ulivi) e varie comunità internazionali.

Nelle nostre scuole tutto il mondo è presente sempre, lo è ogni giorno, in quanto la scuola è luogo d’incontro e di inclusione di persone diverse. Nel corso dell’anno, da gennaio a maggio, il mondo è entrato con maggior forza e vitalità nella scuola, perché ogni classe si è impegnata a seguire percorsi di conoscenza dei migranti presenti sul nostro territorio, con le loro storie, il loro cibo, i loro vestiti, tradizioni, canti, danze, attese, speranze.

Questa conoscenza reciproca si è poi tradotta in musica, danza, racconti e brevi narrazioni teatrali. Pienamente riuscita la mattinata, dalle 10 alle 12,30 organizzata dalla Rete scuole per la Pace con il prezioso coordinamento di Migrantes, dell’Associazione Sguardi di Fraternità, della Casa della Pace e l’appoggio del Comune, presente nella persona dell’assessora professoressa Daria Jacopozzi, che ha offerto lo splendido Parco Ducale.

Sono intervenute Veronica Atitsogbe, vicepresidente vicaria del Consiglio Comunale di Verona, e Appia Kwasi, mediatore culturale di Castel Volturno, che hanno condiviso la loro esperienza di incontro e di inclusione.

E la Festa, una grande Festa c’è stata! Ci sono venute in mente le strofe di un canto bellissimo di qualche anno fa del Gen Rosso (gruppo musicale del Movimento dei Focolari): “È già nata l’unità tra i popoli, generata da uomini nuovi ed il mondo diviso da secoli, una nuova famiglia sarà”. Le lingue presenti, infatti, erano diverse, ma ad un certo punto, hanno dato origine ad un’ unica lingua, quella dell’accoglienza e della fraternità!

Infatti ogni scuola ha portato sul palco una nuova Amicizia e consapevolezza di Multiculturalità e Cittadinanza globale. Così un pezzo di futuro si è costruito oggi con le nuove generazioni, un vero laboratorio di pace.

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