Fecondazione assistita?

Per motivi fisici non posso avere bimbi. Nelle varie visite è stata proposta a me e mio marito la fecondazione assistita. Ognuno dei sacerdoti e medici cristiani ai quali abbiamo posto il problema ci ha dato una risposta diversa. Ci stanno bombardando con l’idea dell’adozione, ma mi sto scoprendo invidiosa di fronte ad amici che hanno dato il lieto annuncio di un figlio in arrivo! Cos’è lecito allora?. R. e G. F. Si può essere sterili pur avendo messo al mondo dei figli e viceversa, fecondi, estremamente fecondi, pur essendo impossibilitati alla generazione fisica. Tutte le volte che, attraverso un amore paziente e generoso, un coniuge genera qualcosa nell’altro (un’idea, una speranza, un aiuto a ritrovare fiducia, ad affrontare un dolore), quella coppia è feconda; tutte le volte che i due, andando al di là della pigrizia e della stanchezza, si donano a piene mani per aiutare chi soffre, chi è più debole (nella parrocchia, in un’associazione, nel sindacato, nel consiglio comunale…), la fecondità mette dei semi nuovi nel tessuto sociale che possono diventare alberi. E cosa dire poi della fecondità di quella coppia che esce al mattino, ricca dell’amore vero che la cementa giorno per giorno, e riversa nel proprio ambiente lavorativo entusiasmo e creatività, impegnandosi generosamente anche per costruire rapporti di solidarietà tra colleghi, con il prossimo? Posta questa lunga premessa, desiderare un figlio proprio è un desiderio legittimo, iscritto nella natura stessa della persona, ma questo obiettivo non deve essere perseguito per una semplice gratificazione personale, per riempire un vuoto. Sarà una vera ricchezza per la nostra vita di coppia e per aiutare la nostra fecondità, se noi lo attenderemo senza egoismo. Allora ben venga tutta la ricerca scientifica che favorisce il concepimento di una nuova vita nel grembo materno, rispettando il significato più profondo del rapporto sessuale. Le tecniche di fecondazione in vitro alterano questo significato e inoltre operano una selezione tra gli embrioni, riducendoli a semplici oggetti di consumo. Infatti viene scelto solo l’embrione sano e perfetto, mentre gli altri finiscono nel lavandino o nel frigorifero di un laboratorio, in attesa di ulteriori manipolazioni. Si comprende allora come, attraverso queste tecniche, la ricerca della felicità personale e di coppia rappresenta un regredire per la fecondità del nostro cuore. Forse a quel punto l’attesa comprensibile della coppia diventa molto meno importante dell’attesa che c’è negli occhi di un bambino parcheggiato in un istituto, che ogni giorno, guardando attraverso i vetri di una porta, spesso chiusa, sussurra: Forse oggi arriverà una famiglia anche per me?. mr.scotto@cittanuova.it

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